Un giardino immenso di oltre 1.000 metri quadrati e ampi locali interni, dove fino ai primi anni Duemila erano ospitate persone senza un tetto e in gravi condizioni di fragilità. Una vera e propria casa famiglia, situata in via Battisti a Sangiano, e recentemente pulita e sgomberata grazie ad un intervento voluto dal Comune in collaborazione con l’associazione comunità Papa Giovanni XXIII, proprietaria dello stabile un tempo conosciuto come “Casa Don Martino”, dal nome del religioso, don Martino Fossati, che in quella sede si occupava di portare avanti il progetto di lotta all’emarginazione e alla povertà avviato dall’associazione sul finire degli anni Sessanta del secolo scorso.
Alla morte di don Martino lo stabile era rimasto all’associazione ma l’attività di assistenza non è più ripresa. «Poi con il covid è iniziato il declino, favorito dalla crisi del mondo dell’associazionismo – racconta Matteo Marchesi, primo cittadino di Sangiano – e l’edificio si è degradato».
Da qui la necessità di rimetterlo in sesto, anche per ragioni di sicurezza e, in particolare, per la tranquillità degli abitanti della zona. «C’era gente che usava la residenza per i bivacchi – aggiunge Marchesi – venivano portati via oggetti dai locali interni e venivano lasciati in giro rifiuti. Quando ci siamo insediati (alla fine dello scorso mese di giugno, ndr) abbiamo cercato subito un punto d’incontro con l’associazione per poter sistemare la struttura».
Struttura che in futuro potrebbe tornare ad ospitare una casa famiglia – l’esigenza è ancora sentita sul territorio, fa sapere il primo cittadino – ma i suoi locali potrebbero anche essere utilizzati in un diverso ambito. Allegati in galleria fotografica alcuni scatti di Casa Don Martino dopo l’intervento di pulizia.
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