Con oltre 500 turisti ospitati da fine aprile ad oggi, il camping “Lido di Monvalle” saluta una stagione estiva ricca di soddisfazioni, dopo due anni trascorsi nell’incertezza totale a causa della pandemia.
Federica Brun, che insieme alla famiglia gestisce la principale struttura ricettiva del paese lacustre, dotata di bungalow, area camper, bar e ristorante, si dice soddisfatta: «Abbiamo accolto in prevalenza turisti stranieri, come di consueto. Qualche tedesco in meno rispetto al solito ma più francesi, abituati a venire qui a fine stagione. Quest’anno, invece, molti di loro hanno scelto la nostra struttura per tutto il periodo di vacanza (la chiusura è prevista domenica, ndr)».
L’estate ha consentito inoltre allo staff di soddisfare le richieste di una clientela “da weekend” legata alla celebrazione di matrimoni nelle ville dell’alto e medio Varesotto, e in cerca di un posto dove trascorrere la notte, una volta conclusi i festeggiamenti. A chiudere il cerchio, i turisti italiani provenienti da zone fuori provincia o fuori regione: gli immancabili milanesi e poi piemontesi e veneti.
Già il periodo pasquale aveva dato indicazioni incoraggianti di ripresa, poi le prenotazioni in vista dell’estate hanno fatto il resto, creando tutti i presupposti per la ripartenza. Una ripartenza che intorno alla fine di luglio ha riservato allo staff del camping anche un piccolo ed inaspettato momento di gloria, giunto a seguito della decisione di allestire un campo da calcetto sul fondale scoperto del lago Maggiore.
Una condizione d’emergenza scaturita da siccità e caldo, e trasformata in opportunità: due porte e un rettangolo di gioco come risposta all’abbassamento del lago, con la conseguente riduzione dello spazio balneabile di circa 100 metri. Il via vai per le partitelle aveva attirato l’attenzione della stampa nazionale, e anche di qualche corrispondente di testate estere. Questo prima della mail con cui l’Autorità di bacino impose la rimozione immediata del campo per occupazione di suolo demaniale senza permessi.
Alla parentesi burocratica seguì il versamento della dovuta quota, da parte del camping, per poter confermare la presenza del campetto. «L’anno prossimo ci attiveremo per tempo, al fine di riproporre l’esperienza», aggiunge Federica Brun, anche se la speranza è di rinunciare al campo per evitare di fare nuovamente i conti con la siccità.
«Servono piogge costanti in questo momento dell’anno – sottolinea in conclusione Brun – le piogge di queste settimane non sono bastate, il lago era salito di circa 10 centimetri ma ora è tornato ai livelli estivi. E poi serve la neve sulle montagne: garantisce una riserva d’acqua in previsione della primavera e dell’estate. L’anno scorso è mancata». In assenza di questi fattori, il pallone tornerà a scorrere sul campetto con vista sul Verbano.
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