Vivere una vita tranquillamente, con la propria moglie, tra l’affetto degli amici e qualche serata in compagnia. Ad un tratto, però, il crollo, una sera, un fulmine a ciel sereno, e da quel momento l’inizio di un calvario durato diversi anni tra visite, esami, sei cicli di chemioterapia e diciassette di radioterapia, prima della rinascita, racchiusa in un libro scritto tra paura, sofferenza e grandi speranze, “Fall Risk – Inseguendo il Bianconiglio“, che sarà presentato domani sera, venerdì 6 maggio, a Lavena Ponte Tresa.
Tutto questo è successo a Nicola Gallicchio, 39enne di Lavena Ponte Tresa, che nel 2016 aveva scoperto di avere un tumore non-Hodgkin, dopo esser svenuto in casa e soccorso dalla moglie Roberta. Una malattia ematologica che aveva una velocità ed una crescita esponenziale: questa la diagnosi al “San Matteo” di Pavia, dopo un primo ricovero all’ospedale di Luino.
Giorni interminabili nei quali era difficile vedere una luce in fondo al tunnel. «Pensavo di aver perso la mia vita per sempre – commenta Nicola -, ma non è stato così, anzi ho ricevuto un bellissimo regalo, certo incartato in un pacchetto strano, ma pur sempre bellissimo. Questo percorso mi ha donato la cosa più bella che potessi ricevere, ho cambiato totalmente il mio approccio alla vita, ora riesco a viverla appieno, in ogni sua sfaccettatura».
Non si può dire che Nicola sia totalmente guarito, ma almeno si può affermare che non è più malato. Questo lo deve, soprattutto, oltre all’amore di Roberta e del figlio Francesco (nato nel 2020 durante la pandemia) e all’affetto dei suoi cari, alle professionalità e alle eccellenze presenti all’ospedale San Matteo e all’ospedale di Circolo, grazie a medici e infermieri che lo hanno curato e lo hanno sostenuto, anche nei momenti più complicati.
«Proprio in uno di questi – racconta Nicola -, mi ha detto che scrivere tutto quello che stavo provando sarebbe stata un’ottima terapia e allora ho cominciato a mettermi al computer e a buttare giù tutto quello che sentivo, come se scrivessi “Caro Diario”, senza alcun tipo di freno (solo mia moglie mi ha censurato successivamente, afferma sorridendo, ndr). Insieme a questo mi è capitato di leggere su un giornale, quando ero ricoverato, di corse ultra trail e delle imprese che diversi atleti compivano, che racchiudono appieno la metafora della vita: il viaggio, la scoperta, la sofferenza, il ritiro. Dover combattere ogni giorno contro i propri limiti e le proprie paure».
E così, non solo la passione per la scrittura ma anche quella per la corsa ultra trail, nonostante Nicola non fosse mai stato uno sportivo in grado di compiere simili sfide. «Dopo esser stato dimesso ho iniziato piano piano a correre – racconta ancora -. Adoro la cima del monte Lema, è la mia preferita, ma mi alleno tra le tante vette della nostra zona. Così ho iniziato a correre, dal 2018, in diverse competizioni, tra cui l’itinerario tra Lavena Ponte Tresa e Pavia, lungo la via Francisca (“strada” percorsa in ambulanza qualche anno primo, ndr). Oggi il sogno è quello di portare a termine il Tor des Géants, in Valle d’Aosta, di confrontarmi con campioni internazionali». Si tratta di una competizione che mette a dura prova il fisico, 330 chilometri in oltre decine e decine di ore, che nel 2018 ha visto protagonista il luinese Silvio Rossi.
«Sono sempre stato un uomo schivo e riservato – confessa Nicola -, ma il libro “Fall risk – Inseguendo il Bianconiglio” mi ha aiutato ad aprirmi al mondo, non solo alle persone che mi conoscono già. Sono ingegnere e responsabile in una ditta che fa macchine utensili e non è stato facile parlare del mio libro e della mia storia sul luogo di lavoro. Ho raccontato di me con due obiettivi ben precisi: il primo, quello più importante, di condividere il dolore e non interiorizzare la malattia. Mi è capitato di parlare con amici, che erano stati colpiti da un tumore, che non riuscivano a guardare al futuro. Vivevano il tumore come una colpa, una cosa da nascondere per la quale provavano vergogna. La malattia fa parte di noi, siamo noi, quindi mi piacerebbe, umilmente, essere utile agli altri. La seconda è che il ricavato del libro andrà ai due ospedali che mi hanno permesso di rinascere, il San Matteo e il Circolo, all’Ail e ad altre realtà del nostro territorio».
L’appuntamento per la presentazione di “Fall Risk – Inseguendo il Bianconiglio” è per domani, venerdì 6 maggio alle 20.45, presso la sala polivalente di Lavena Ponte Tresa. A parlare con l’autore Nicola Gallicchio sarà lo scrittore Cristiano Parafioriti, mentre le letture saranno a cura di Paolo Genovese dell’associazione SaltaPagina.
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