(Fonte: www.vconews.it) È stata fissata per il 15 di aprile l’udienza in Corte di Cassazione sul ricorso presentato dai legali del gestore della funivia del Mottarone Luigi Nerini e del direttore d’esercizio Enrico Perocchio contro la misura cautelare degli arresti domiciliari disposta nei loro confronti dal Riesame di Torino lo scorso ottobre.
Era stata la procuratrice Olimpia Bossi opporsi alla decisione del gip Donatella Banci Buonamici che non aveva convalidato i fermi emessi subito dopo la tragedia, nella notte in cui il capo servizio Gabriele Tadini aveva ammesso di aver lasciato i “forchettoni” inseriti sulla cabina precipitata il 23 maggio scorso.
Il riesame aveva poi dato ragione alla procura, sottolineando che la Funivia “era gestita con superficialità e spregiudicatezza” e ribadendo che “al concessionario dell’impianto di proprietà pubblica Luigi Nerini e al direttore di esercizio Enrico Perocchio vanno applicati gli arresti domiciliari in attesa della conclusione delle indagini e della celebrazione del processo”.
L’esecutività della decisione era stata poi sospesa per il ricorso degli avvocati, che sarà appunto valutato dalla Suprema Corte. Nel frattempo, i legali di Nerini hanno anche presentato ricorso al Tar contro il provvedimento del Comune di Stresa che ha revocato la concessione dell’impianto alla società Funivie del Mottarone Srl.
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