Casi di Covid-19 ancora in risalita, ma con una tendenza verso l’assestamento di questa nuova curva: è questa l’analisi compiuta anche da ATS Insubria alla luce dei numeri di questa settimana che vedono, nel Varesotto, altri 5.230 nuovi positivi (rispetto ai 3.868 della precedente) su 33.606 tamponi effettuati tra giovedì 17 e mercoledì 23 marzo.
Un’analisi che «mostra una graduale riduzione della velocità di crescita dei nuovi contagi. In particolare, la percentuale di aumento dei casi – spiega la direzione dell’Agenzia di Tutela della Salute – è passata da un 50% tra la prima e la seconda settimana di marzo, a poco più di un 30% tra la seconda e la terza. Tale tendenza, se confermata nella prossima settimana, consentirebbe di ipotizzare una riduzione del numero assoluto dei contagi a partire dalla seconda metà del mese di aprile».
Importante, da questo punto di vista, è anche il valore dell’indice RDt che, dopo aver raggiunto il valore di 1,5, è ora in calo verso l’1, cifra che per ATS definisce «la fine della espansione epidemica». Il numero di ospedalizzati, in tutto il territorio, non appare aumentato.
Per quanto riguarda l’incidenza dei contagi, il Luinese appare ancora la zona con il valore più elevato, ovvero 891 casi per 100mila abitanti, anche se la curva appare in assestamento anche in questo caso. Seguono l’Arcisatese, con 786 casi, e il Lavenese, con 627.
Se invece si guarda alle fasce di età, si riscontra un leggero aumento dei contagi nei bambini sotto i 12 anni e un calo fra i 18-24enni, mentre la distribuzione nelle altre fasce rimane pressoché stabile.
Nelle scuole della provincia di Varese, fra il 14 e il 20 marzo, sono stati individuati 484 positivi così distribuiti: 42 nei nidi e nelle scuole dell’infanzia; 174 nelle primarie; 128 nelle secondarie di primo grado; 140 nelle secondarie di secondo grado. In sorveglianza attiva vi sono 1199 soggetti, tutti studenti, in prevalenza delle medie.
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