«Non spegniamo il sorriso»: è questo l’appello che si legge sui manifesti appesi sui camion dei giostrai che nella mattinata di oggi, martedì 22 febbraio, hanno protestato sfilando nel centro di Arona contro l’annullamento del Tredicino.
La tradizionale festa patronale che si tiene all’inizio di marzo, dopo due anni di pandemia, dovrà infatti aspettare ancora prima di poter tornare e, con lei, anche il luna park che solitamente allieta i tanti cittadini e turisti che accorrono, proprio per questo, nella cittadina lacustre della sponda piemontese del Verbano.
«La decisione di non consentire lo svolgimento di tale manifestazione – ha spiegato il sindaco Federico Monti in una lettera – non è stata presa a cuor leggero, ma nella mia qualità di Responsabile della Salute della collettività locale e di Responsabile dell’Ordine Pubblico, dopo una serie di consultazioni con operatori scolastici, sanitari, Sindaci dei Comuni limitrofi, Forze dell’Ordine». Lo stato di emergenza in vigore fino a fine marzo, la zona arancione in cui si trova ancora il Piemonte e i contagi di Covid-19 non sufficientemente bassi: sono questi i principali motivi della scelta compiuta dal primo cittadino, che desidera evitare nuovi focolai.
L’amministrazione si è detta da subito disponibile a organizzare la manifestazione in un periodo successivo e ha già stabilito che nel 2023 il Tredicino durerà una settimana in più «a compensazione del mancato introito economico per tutte le famiglie coinvolte».
Ma ciò non è servito a lenire lo scontento dei giostrai che hanno deciso di organizzare la protesta di stamattina, attraversando Arona nel giorno di mercato e richiamando l’attenzione dei cittadini suonando il clacson dei loro mezzi: «Ci scusiamo con la cittadinanza per i disagi che vi stiamo recando, – scrivono i proprietari delle attrazioni – ma la nostra è solo la volontà di manifestare la difesa del nostro lavoro. Per molti il luna park è solo un luogo di gioia e divertimento, ma per le 65 famiglie partecipanti del Tredicino è lavoro! A oggi non esiste nessun blocco ministeriale che impone la nostra chiusura. Il Tredicino si può e si deve fare nelle date abituali».
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