Confermata fino in fondo la condanna ad un’ammenda di 2000 euro per tre attivisti del gruppo di estrema destra conosciuto a Varese e provincia come Comunità dei dodici raggi (Do.Ra.).
La Corte di Cassazione ha messo la parola fine alla vicenda, risalente al 2017, su cui si era già espresso il Giudice di Pace di Varese, riconoscendo la responsabilità dei tre imputati per porto d’armi o oggetti atti a offendere.
Nel mese di maggio di quell’anno – come riporta il quotidiano La Prealpina nel ripercorrere la vicenda e nel dare la notizia del giudizio espresso dalla Suprema Corte – gli attivisti furono fermati dai carabinieri in prossimità del sacrario del San Martino a Duno, cioè nel luogo simbolo della Resistenza partigiana locale contro il regime nazista, e furono trovati in possesso di due coltelli a serramanico e di un’ascia. I militari dell’Arma sventarono così una delle ormai tristemente note incursioni del collettivo, organizzate in occasione delle celebrazioni annuali presso il sacrario.
Nel bocciare il ricorso presentato dai legali dei tre attivisti – si apprende ancora dal quotidiano locale – i giudici hanno respinto la richiesta di applicare la formula della “particolare tenuità del fatto“, negando inoltre la concessione delle attenuanti generiche per via della pericolosità della condotta, «tenuta – hanno sottolineato i giudici – in un luogo altamente simbolico sotto il profilo politico ideologico».
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