Lombardia | 14 Gennaio 2022

In dieci anni aumentata l’area boschiva in Lombardia

Presenti ben 17 specie, che ben dimostrano la sua notevole biodiversità. Gli alberi più rappresentati sono castagni, abeti rossi, carpini neri e faggi

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La superficie forestale, in Lombardia, è di 619.726 ettari e ricopre, di fatto, il 26% del territorio regionale. Lo ha comunicato oggi pomeriggio, nella seduta congiunta della Commissione Permanente Agricoltura e della Commissione Speciale Montagna, l’ERSAF (Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste) .

La Lombardia è, così, la quarta Regione in Italia per estensione di boschi e foreste. Secondo quanto riferito dal Presidente dell’ERSAF, Alessandro Fede Pellone, ogni lombardo ha, a sua disposizione, 622 metri quadrati di foresta. La superficie boscata nella nostra regione, nel decennio 2009-2018, è aumentata complessivamente del 2,7%, con un incremento medio annuo di 1.758 ettari, a sua volta comprendente un’espansione naturale del bosco di 1.699. Non parlando, poi, della realizzazione di nuovi boschi, che ammonta a 176.

La provincia con la maggiore superficie boscata è Brescia, con 171.469 ettari, mentre Como e Lecco sono quelle con il maggiore tasso di boscosità, con il 47% del territorio coperto. Nelle foreste del territorio della Rosa Camuna, sono presenti ben 17 specie, che ben dimostrano la sua notevole biodiversità. Gli alberi più rappresentati sono castagni (11,3%), abeti rossi (11,1%), carpini neri (10,8%) e faggi (10,4%).

“Le funzioni di produzione, protezione, benessere sociale e conservazione della biodiversità che il bosco è chiamato ad assolvere devono essere conservate attraverso una oculata gestione delle risorse disponibili. È, pertanto, necessario pianificare gli interventi, in modo che i prelievi di massa legnosa siano sostenibili, favorendo in questo modo la stabilità e la qualità dei boschi. Regione Lombardia persegue questi obiettivi su scala territoriale attraverso i Piani d’Indirizzo Forestale e, a livello locale, con i Piani di Assestamento Forestale”, ha dichiarato il Presidente della Commissione Agricoltura Ruggero Invernizzi.

 «La lotta al cambiamento climatico”, spiega Gigliola Spelzini, presidente della Commissione Montagna, “Passa, soprattutto, dalle piante, le nostre più importanti alleate contro l’effetto serra e il riscaldamento terrestre, per la loro fondamentale capacità di assorbire anidride carbonica. Ecco perché noi abbiamo il dovere di intervenire con progetti concreti, idee e risorse, per dare un futuro migliore ai nostri figli».

Boschi e foreste rappresentano la principale arma contro le emissioni, poiché assicurano la protezione di suolo e acque, la conservazione della biodiversità e, ultima ma non meno importante, la qualità del paesaggio. Sono, soprattutto, un serbatoio di CO2. Il patrimonio forestale lombardo, infatti, s’imbeve ogni anno di 3,15 tonnellate di anidride carbonica, la principale causa del surriscaldamento terrestre. Un albero ne assorbe, nell’arco di 30 anni di vita, 4.807. E se è vero che un chilometro in automobile produce 118 grammi di questa sostanza, significa che una pianta è in grado di eliminare dall’atmosfera le emissioni provocate in 40.700 km, più di quanti ne percorra un’automobile per il giro della terra (dati Istituto di Biometereologia del Cnr).

I Piani di Indirizzo Forestale (PIF) vigenti gestiscono il 71% della superficie boscata regionale, corrispondenti a 440 mila ettari. Nel 2020, sono stati approvati sei nuovi PIF: Comunità Montana Lario Orientale – Valle San Martino; Comunità Montana Valle Seriana – Alta Valle; Comunità Montana Valle Seriana – Clusone; Comunità Montana Valle Seriana – Castione della Presolana; Comunità Montana Valle Brembana – Alta Valle; Comunità Montana Val Chiavenna.

Sono quattro, invece, i nuovi Piani di Assestamento Forestale (PAF). Questi ultimi hanno portato il totale dei PAF a 87. La superficie pianificata complessiva è di 145.733 ettari ed è costituita prevalentemente da boschi (75.008 ettari, 52%). Nel triennio 2021-2023, saranno 25 i PAF in scadenza, mentre quelli in ingresso saranno 48. In crescita gli indicatori di qualità relativi alle certificazioni internazionali, FSC® e PEFC™: la superfice certificata passa da 69.711 ettari a 70.667 e i boschi da 67.621 a 68.596.

Sono 4.519 le strade inserite nel Sistema della Viabilità Agro-Silvo-Pastorale, per un’estensione di sei chilometri e mezzo sul territorio di 363 Comuni. Rispetto al 2019, si registra una riduzione di 38 strade e 71 chilometri. Tutto ciò a causa dell’aggiornamento del sistema informativo e delle richieste di cancellazione dei Comuni e degli Enti montani per le difficoltà di gestione. Le strade in fase di progettazione o costruzione sono 1.315, per uno sviluppo di circa un chilometro e 600 metri.

Nel 2020, si sono registrati 143 incendi boschivi (44 in meno rispetto al 2019), che hanno interessato una superficie complessiva di 1.332 ettari di cui 1.195 boscati (l’89%). Un numero inferiore alla media regionale dell’ultimo decennio (pari a 171 incendi/anno), mentre la superficie coinvolta è pari a 9,3 ettari/anno in linea con la media degli ultimi dieci anni. Il 60% degli inneschi è dovuto all’uomo e ha avuto origine volontaria o involontaria (rispettivamente il 38% e il 21%). Il 37% è dovuto a cause dubbie o non classificabili a dimostrazione della complessità delle attività di indagine per i reati di incendio boschivo. Solo tre sono stati quelli riconducibili a cause naturali. L’80% degli incendi ha avuto un’estensione inferiore a un ettaro, mentre solo due grandi incendi di oltre 500 ettari nel Bresciano hanno riguardato l’82% della superfice totale coinvolta: si tratta di quelli avvenuti sul territorio dei Comuni montani di Casto (524 ettari di cui 459 boscati) e Bione (576 ettari di bosco). La provincia di Como è quella con il maggior numero di incendi boschivi (40) e Brescia è quella con la più estesa superficie percorsa dal fuoco (85,3% del totale). La lotta agli incendi ha coinvolto 3.224 operatori e Regione Lombardia ha stanziato oltre un milione e mezzo di euro per le attività di prevenzione e ripristino e quasi quattro milioni di euro per il servizio areo, la gestione della rete radio, la formazione di Carabinieri Forestali e Vigili del Fuoco.

Il volume di legname tagliato nel 2020 è pari a 531.238 metri cubi distribuiti su 7.062 ettari, in calo del 14% rispetto all’anno precedente quando si era verificato un picco legato all’effetto della tempesta Vaia che, a fine ottobre 2018, travolse i boschi della Lombardia, oltre a quelli del Trentino, dell’Alto Adige e del Friuli Venezia Giulia. L’uso prevalente del legname tagliato è quello energetico (l’85%), mentre solo il 13% è destinato al settore dei mobili. Un dato che, considerata la crescita costante dei nostri boschi e delle nostre foreste, sottolinea la necessità di sviluppare la filiera bosco–legno, cruciale per lo sviluppo economico di intere aree della Regione.

La provincia in cui è stato richiesto più legname è Brescia, con 128.888 metri cubi (il 24% del totale), seguita da Varese (98.800 metri cubi, 18%) e Bergamo (83.806 metri cubi, 15%). Questi tre territori rappresentano il 58% del totale regionale. In Lombardia è l’abete rosso l’albero più richiesto con tagli per 91.325 metri cubi, davanti alla robinia (74.432 metri cubi). Seguono castagno, faggio e frassino.

Sono 322 le aziende iscritte all’Albo Regionale delle Imprese Boschive (quattro in più rispetto al 2019), che impiegano quasi 1.700 persone. Nel 2020 le imprese boschive hanno tagliato 220.644 metri cubi di legname su 2.245 ettari di boschi che corrispondo al 41,5% (meno 4,6% rispetto al 2019) del totale lombardo. La provincia in cui le imprese boschive lavorano di più è Sondrio con 52.095 metri cubi di legname tagliato (il 24% del volume totale), seguita da Brescia e Varese (entrambe al 22%). Quasi tutto il legname, lavorato dalle imprese boschive, è destinato alla commercializzazione (il 97%) e utilizzato per fini energetici (il 73%). Le imprese boschive operano su proprietà private (il 56% del legname lavorato) e su proprietà comunali (il 41%).

I Consorzi forestali (CF), in Lombardia, sono 23 e gestiscono, complessivamente, 92.350 ettari di terreni costituiti soprattutto da boschi (81.805 ettari pari al 13% del totale regionale). I Consorzi, associazioni volontarie senza fini di lucro, sono il braccio operativo dei Comuni, soci e privati, che affidano loro la gestione diretta delle proprietà agro-silvo-pastorali, al fine di sviluppare le risorse forestali, prevenire il dissesto idrogeologico e garantire il presidio del territorio.

Il Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 ha messo a disposizione un milione e 160 mila euro a vantaggio del sistema agricolo e forestale. Risorse destinate a investimenti nelle infrastrutture necessarie all’adeguamento dell’agricoltura, alla salvaguardia e alla valorizzazione dei sistemi delle malghe, a sostegno dei progetti di forestazione e imboschimento, al ripristino dei danni alle foreste e allo sviluppo delle capacità di mettere sul mercato i prodotti forestali.

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