Il PNRR, può rappresentare un’opportunità enorme anche – e soprattutto – per i piccoli Comuni, enti che hanno bisogno di interventi talvolta piuttosto consistenti, ad esempio, per quanto riguarda l’alto Varesotto, per far fronte al dissesto idrogeologico oppure per sostenere gli interventi legati alla rigenerazione urbana.
Un’opportunità che, però, rischia di schiantarsi contro i paletti della burocrazia: per poter presentare i progetti e accedere ai fondi stanziati attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, infatti, i piccoli Comuni devono consorziarsi con le amministrazioni che possiedono una centrale unica di committenza – l’ente che si occupa di gestire le gare di appalto – e che devono superare i 15mila abitanti.
“Norme e strumenti devono andare di pari passo con la portata degli investimenti, un volume di denaro senza precedenti anche per queste valli”, sostiene il sindaco di Maccagno con Pino e Veddasca Fabio Passera dalle colonne del quotidiano locale La Prealpina. “In una fase delicata quello delle aggregazioni con altre amministrazioni è un tema su cui la discussione non può essere rimandata”.
I progetti nei cassetti dei Comuni ci sono già, in molti casi, e non è questo il problema principale, nonostante le poche forze a disposizione in queste realtà incidano anche in tale ambito. Ma, come propone Passera su Prealpina, “la Provincia di Varese può già svolgere il ruolo di centrale di committenza per i Comuni non capoluogo: perché non creare una task force per gestire i progetti venendo incontro alle esigenze di quei Comuni che non possono fare altrimenti?”.
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