Alla vista dei carabinieri partì a tutta velocità, a bordo della sua Bmw, seminando il veicolo delle forze dell’ordine nel giro di un minuto. Per quella reazione, risalente ad un giorno di maggio del 2017, un quarantaseienne di Sangiano è finito a processo con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale.
L’auto sportiva che era scomparsa in tempo zero tra le vie di Brebbia, era intestata all’imputato. Lo ha ricordato in tribunale a Varese, nel corso dell’ultima udienza, il vice brigadiere che all’epoca dei fatti prese parte all’inseguimento insieme ad un collega: “Mentre svolgevamo un servizio perlustrativo, era scattato l’allarme di un bar situato nel centro di Brebbia. Ci siamo recati sul posto, la Bmw era parcheggiata di traverso fuori dal locale, sul marciapiede. Il conducente ha messo in moto subito dopo aver notato la nostra presenza. I lampeggianti e poi la sirena non sono bastati a fermare la sua corsa”.
L’intestatario del mezzo era già noto alle forze dell’ordine, si è appreso sempre durante il dibattimento. Fu convocato in caserma dove dichiarò che quell’auto era spesso utilizzata da altre persone: la moglie e anche alcuni amici, quando viaggiavano con lui. Nessuno quel giorno riuscì ad individuare il soggetto alla guida della macchina sportiva, e in quella zona del paese non erano presenti telecamere.
Il giudice Alessandra Sagone ha assolto il quarantaseienne per non aver commesso il fatto, accogliendo le richieste formulate dal pubblico ministero e dall’avvocato Federica Esposito, difensore dell’uomo.
© Riproduzione riservata







Vuoi lasciare un commento? | 0