Una storia a lieto fine quella che arriva da Luino, precisamente dalla Clinica Veterinaria Città di Luino, di via Voldomino, dove martedì pomeriggio è stata salvata la vita ad un esemplare di svasso. A raccontare l’accaduto, con un lungo post pubblicato sui social network, è stata la nota fotografa Silvia Amodio.
“Ieri (martedì, ndr) volevo fare un bagno al lago – scrive la fotografa -, ma quando mi sono avvicinata per mettere i piedi in acqua, ho visto a riva un uccello che non si muoveva. Speravo fosse un tipo spavaldo che, superata la distanza di sicurezza, con un guizzo si sarebbe ributtato in profondità. Invece nulla”. Lo svasso, infatti, era ferito: era ritto con la testa, ma non muove la parte posteriore.
“Non sapevo che fare – continua la fotografa -, il CRAS più vicino, che raccoglie selvatici, è a Milano e ormai nessuno mi risponde. Chiamo a caso il primo veterinario in zona, una clinica a Luino che mi aspetta. Lo carico in macchina dentro una scatola dopo avergli coperto la testa con il mio asciugamano. Una decisione impulsiva ma corretta. Quelli della clinica sono stati gentilissimi, lo hanno visitato con accuratezza e mi hanno consigliato di provare salvarlo perché sarebbe un peccato non ridargli la libertà”.
Lo svasso, infatti, probabilmente aveva delle fratture scomposte nella parte superiore. “Lo trattengono per la notte, stabilizzato con antidolorifici e antinfiammatori per poi portarlo l’indomani al centro di recupero selvatici. Incrociamo le dita. Grazie a chi non ha voltato la faccia dall’altra parte, ma ha provato compassione per un animale in difficoltà e mi ha aiutato”, conclude la Silvia Amodio.
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