Secondo Amnesty International, quanto è accaduto in occasione del G8 di Genova, nel luglio del 2001, è “la più grave sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale”.

Diaz – don’t clean up this blood (conaltrimezzi.com)
Il 13 aprile del 2012, è uscito nelle sale cinematografiche italiane, il nuovo film di Daniele Vicari: Diaz-don’t clean up this blood. Vicari, utilizzando immagini di repertorio e fiction, tenta di ricostruire, sulla base di documenti processuali, ciò che è avvenuto in quel luglio del 2001 nelle strade di Genova, concentrandosi sulla controversa vicenda della scuola Diaz e conseguentemente sui fatti violenti avvenuti nella caserma di Bolzaneto.
Il film di Vicari, è un film di denuncia civile, crudo e che tenta di ricomporre una parte di storia contemporanea del nostro paese, rimasta inabissata. Preceduto da una campagna di promozione che ha coinvolto notevolmente i social network e sottoposto ad una grande esposizione mediatica, Diaz viene accolto dalla critica come un film ben riuscito, giustamente doloroso, incalzante, accurato ma nel primo weekend di proiezione, in 243 sale, incassa soltanto 664.414 euro.
Gli sforzi di Fandango e dello stesso regista nel promuovere un film che secondo parte dell’opinione pubblica e di alcuni intellettuali era necessario, come la risposta positiva della critica cinematografica e di esponenti del mondo del giornalismo, non sono serviti a portare al cinema il grande pubblico, non tutto almeno. Molti avranno sicuramente avvertito come schierata politicamente la scelta del “partigiano” Daniele Vicari di girare un film sui fatti di quel discutibile G8, altri non avranno sentito l’esigenza di saperne di più o di crearsi un’opinione a riguardo, resta il fatto che film come questi molto spesso non riescono ad arrivare al pubblico e ad incuriosirlo come succede invece per altri prodotti cinematografici. La critica, riveste qui, un ruolo molto importante, non tanto per il fatto che, nel caso specifico, abbia recensito positivamente l’opera di Vicari ma perché trovo possa avere, tra i tanti, anche un ruolo educativo rispetto alla fruizione da parte del pubblico di film impegnati come quelli di denuncia civile. La speranza è che le sale cinematografiche non siano affollate soltanto per la seconda puntata di una storia d’amore tra rispettabili vampiri.
Un film di Daniele Vicari. Con Claudio Santamaria, Jennifer Ulrich, Elio Germano, Davide Iacopini, Ralph Amoussou. Drammatico, durata 120 minuti – Italia 2012 – Fandango. Uscita venerdì 13 aprile 2012.
http://www.youtube.com/watch?v=KVysTs75mBI
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