Il quadro normativo che regola gli impieghi del servizio civile in Svizzera risulta attualmente solo in parte adeguato per favorire l’inserimento di risorse nei contesti in cui sono presenti persone che assistono i propri familiari presso il domicilio.
E’ questa la situazione emersa da un’indagine che è solo all’inizio, e che il Consiglio federale nelle scorse ore ha commissionato al Dipartimento dell’Economia, della Formazione e della Ricerca (DEFR) per capire se e a quali condizioni sarà possibile ottimizzare, in termini burocratici, l’attivazione di tali impieghi.
Inizierà dunque una fase di progettazione di impieghi “pilota”, un primo step di cui si potrà valutare l’esito nel 2021, mentre già ora i civilisti svizzeri garantiscono l’equivalente di circa mille impieghi all’anno, a tempo pieno, presso istituti nel settore delle cure ambulatoriali e dell’assistenza.
Saranno dunque i prossimi mesi a definire i margini di potenziamento, a livello contrattuale, di questa soluzione. Un dato però è da subito fortemente indicativo, ed emerge da un sondaggio realizzato nel 2019 dal Careum Hochschule Gesundheit, scuola universitaria di Zurigo: i familiari impegnati nell’assistenza dei propri cari hanno manifestato la necessità di aiuto.
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