La necessità di potenziamento del presidio del territorio e di assistenza nella cura e nel trasporto dei pazienti Covid in Svizzera, ha fatto scattare il ricorso al supporto delle forze militari.
Uno scenario che si era già concretizzato durante la scorsa primavera, e che torna ora necessario per fronteggiare una delle situazioni più delicate, dal punto di vista del contenimento della pandemia, in tutta Europa.
I contagi registrati nella giornata di ieri in terra elvetica sono 9.409 con 231 ricoveri (103 mila invece le infezioni complessive avvenute negli ultimi quattordici giorni), ma la richiesta di questa misura “speciale”, proveniente dai singoli cantoni, risale alla fine di ottobre.
Dal Consiglio federale è quindi giunto il via libera per l’impiego di un massimo di 2500 militari, che raggiungeranno le regioni in cui verrà dimostrata l’insufficienza dei mezzi e delle risorse civili già impiegate presso le strutture sanitarie: protezione civile, servizio civile, pompieri, studenti in medicina e altri volontari.
Come verranno impiegati i militari? Nello specifico, per lo svolgimento delle seguenti mansioni: cure di base (assistenza ai cosiddetti pazienti “low level care”), pre diagnosi, screening dei casi sospetti Covid; supporto del personale nell’ampliamento delle capacità dei reparti di cure intensive (respiratori e monitoraggio), ovviamente a seguito di una adeguata formazione che consentirà inoltre alle risorse di appoggiare i team responsabili del posizionamento dei pazienti; supporto al trasporto dei pazienti infettivi.
La misura, stando a quanto si apprende dal fronte istituzionale, resterà in vigore fino al prossimo mese di marzo.
(Foto di copertina © Chris Henry)
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