Il ritorno alla libera circolazione delle persone ha avuto effetti pressoché immediati sul costo del carburante, sceso drasticamente durante il periodo di lockdown e ora sulla via di un rapido ritorno alla normalità.
E’ così anche per il territorio della provincia di Varese, come riporta oggi il quotidiano La Prealpina analizzando la situazione che si è delineata a cominciare dallo scorso lunedì, 18 maggio, quando le autocertificazioni sono uscite di scena e bar, ristoranti e negozi hanno riaperto i battenti.
Contestualmente gli automobilisti della provincia hanno detto addio ai ribassi da record delle ultime settimane, quelli che hanno portato il costo della benzina fino a 1,35 euro al litro, e quello del diesel a 1,25 euro.
Prezzi che, stando a quanto riporta il quotidiano locale, non si vedevano da una decina di anni circa. Altri effetti della pandemia sui costi e sulle dinamiche di questo specifico mercato sono però degni di nota. Nella zona della Valceresio si va dagli 1,6 del self service ai quasi 1,8 per la benzina servita, oppure ancora da 1,5 a 1,7 per il diesel, e la chiusura dei confini con la Svizzera preclude agli automobilisti, fatta eccezione per i lavoratori frontalieri, la possibilità di rifornirsi presso i distributori elvetici.
Qui, “la stazione di servizio di Arcisate – racconta La Prealpina – è l’unica su un bacino di circa 30mila abitanti. Se non si hanno soluzioni alternative andando e tornando dal luogo di lavoro, devono per forza scendere a fare il pieno anche da Cuasso al Monte, Porto Ceresio, Saltrio, Viggiù, Clivio e dintorni. E i prezzi, rispetto alla media nazionale, salgono”.
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