Ad ottobre scorso il programma televisivo “Un Giorno in Pretura” aveva mandato in onda il dibattimento del processo a Giuseppe Piccolomo (I – II), uomo condannato a due ergastoli per l’uccisione della moglie, Marisa Maldera, e per essere il killer delle mani mozzate di Cocquio Trevisago.
Due casi che avevano fatto scalpore in tutto Italia, per l’efferatezza e la violenza inaudita utilizzata, che oggi, a distanza di anni, ancora causano dolore e sofferenza alle figlie.
Negli scorsi giorni, con un lungo post su Facebook, infatti, a tornare sull’argomento è stata proprio la figlia, Cinzia, già protagonista del programma di RaiTre, che sfogandosi per una Luino “assente” relativamente a questo caso, ha voluto rendere pubblica una lettera inviatale per mail da una certa signora Monica, che ha guardato “Un Giorno in Pretura” e ha voluto esprimerle la sua massima solidarietà.
“Il messaggio della signora Monica, che non conosco, mi dà forza e mi riempie il cuore, come tanti messaggi ricevuti da tante altre persone da tutta Italia – commenta Cinzia -. A distanza di 17 lunghi anni, di tanta sofferenza, dolore e tristezza, vorrei liberarmi di un grosso peso che mi logora lo stomaco; la mia è stata una storia molto molto pesante e devo dire che a parte poche persone, che mi sono state vicine a Luino, dai miei concittadini ho ricevuto tanta tristezza”.
“I miei bambini hanno passato bruttissimi momenti a scuola per colpa di altri bambini che li hanno umiliati ed allontanati dai giochi, con le maestre che non notavano questi disagi – continua la figlia -. Sono 21 anni che vivo a Luino, bellissima località, ma non ho avuto un briciolo di solidarietà, per una concittadina, una mamma sola di 27 anni che ha subito una tragedia, con tre bambini piccolissimi. Penso sia una vergogna, e se dopo 17 anni sono ancora qui a star male e piangere in buona parte lo devo anche a tutti voi che con la vostra cattiveria non mi avete aiutata ad uscirne fuori”.
Ecco la lettera inviata dalla signora Monica a Cinzia.
Ciao, scusa se ti scrivo qui, spero di non risultare inopportuna, e di non rievocare dolori assopiti.
Il mese scorso ho visto le puntate di “Un giorno in pretura” dedicate alla vostra dolce mamma. Tu e tua sorella siete state così sincere e trasparenti da far scendere le lacrime. Nessuno può sapere cos’avete passato davvero e quante cose avete dovuto sopportare in silenzio, ma di sicuro oggi siete agli occhi di tutti due grandi donne, con valori e amore da vendere.
Sono certa che vostra madre da lassù vi abbia seguito passo passo, parola per parola, in ogni giorno della vostra vita da quando lei non c’è più: e, se potesse, verrebbe a dirvi quanto è orgogliosa di aver cresciuto due figlie forti e coraggiose come voi.
Con le vostre testimonianze avete toccato le corde più profonde del cuore di tutti, con parole, lacrime e silenzi che non dimenticherò.
Buona vita a voi! Vivete felici anche per vostra madre!
Un abbraccio, Monica
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