Dalla teoria alla pratica, secondo le migliori norme dell’insegnamento. Così quattro classi delle scuole medie dell’Istituto salesiano “Maroni” di Varese sono tornate nei giorni scorsi a fare visita agli amici dell’Unione Pescatori del Ceresio.
Come riportato ieri dal quotidiano locale La Prealpina, si tratta infatti del secondo incontro tra studenti e pescatori, dopo quello organizzato lo scorso anno, durante il quale gli alunni hanno prima assistito al ciclo della riproduzione di coregoni, trote e salmerini presso l’impianto di Brusimpiano, per poi fare tappa in riva al lago, alla foce del fiume Trallo.
Qui gli studenti hanno liberato in acqua un migliaio circa di avannotti di trota lacustre, seguendo le orme dei membri dell’associazione che svolgono sul territorio un’attività davvero fondamentale al fine del ripopolamento ittico. Ognuno con il proprio secchiello ha sperimentato in prima persona la sensazione che deriva da un gesto semplice ma tutt’altro che scontato. Un gesto che genera vita.
“Abbiamo aderito con quattro classi al progetto dei ‘Giovani pensatori’ promosso dall’Università dell’Insubria di Varese – ha spiegato la referente Silvia Tafaro tramite le pagine de La Prealpina – e, in particolare, i ragazzi si sono occupati dell’analisi di alcuni documenti tratti dall’Archivio storico dei laghi. Da lì sono partiti per lavorare su più fronti. Due classi, che l’anno scorso erano le seconde, hanno lavorato al progetto solo un anno e si sono occupate dell’analisi chimica delle acque del lago di Varese, producendo poi un articolo scientifico con i risultati ottenuti. Le altre due classi, che l’anno scorso erano prime medie, hanno proseguito anche quest’anno, ed erano quelle presenti alla piscicoltura”.
Dai libri e dai banchi fino alle rive del Ceresio. Si conclude così una preziosa esperienza per giovani studenti a contatto con le dinamiche di uno tra i tratti più caratteristici della realtà locale.
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