Ladro di bici nei guai a Cittiglio, che quattro anni fa ha compiuto il furto di un paio di mountain bike. Il proprietario le teneva all’interno di un’area adiacente alla propria officina. Senza le tracce lasciate su Facebook, però, sarebbe stato difficile risalire al ragazzo 23enne di cittadinanza marocchina.
A confermarlo, come spiegato oggi dal quotidiano Prealpina, sono le carte del procedimento terminato con una condanna a 4 mesi di reclusione, arrivata in primo grado dal Tribunale di Varese e che ha trovato piena conferma davanti ai giudici della prima Corte d’Appello di Milano.
A mettere gli inquirenti sulle sue tracce è stato il complice all’epoca minorenne: lui aveva fornito il nome del 23enne con il riferimento al profilo Facebook. Così, gli inquirenti, confrontate le fotografie presenti sul social con le immagini dell’impianto di videosorveglianza dell’officina, non hanno avuto dubbi sull’identità del ladro delle due bici, ritrovate in una zona boschiva.
Respinte le richieste della difesa perchè, secondo i giudici, aver scavalcato la recinzione di una recinzione di una proprietà privata, per rubare beni di valore, ha evidenziato la spregiudicatezza e la propensione a delinquere del giovane.
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