Nella mattinata di venerdì 8 giugno, tempo permettendo, si terrà in pista ciclabile l’ormai tradizionale “biciclettata” in ricordo del professor Guido Petter, a sette anni dalla sua scomparsa.
Proprio la bicicletta, considerata da Petter un mezzo indispensabile, sarà al centro della manifestazione organizzata dal professor Giovanni Petrotta, a cui prenderà parte inoltre un nutrito gruppo di alunni delle scuole medie di Luino.
In un recente articolo pubblicato sulla rivista “Terra e Storia”, la professoressa Franca Tessari, stretta collaboratrice dello psicologo e scrittore italiano nato a Colmegna nel 1927, tratteggia la figura di Petter riferendo particolari inediti o poco conosciuti della sua biografia, come ad esempio il salvataggio dall’annegamento di un coetaneo che gli valse il conferimento di una medaglia al valor civile come “eroico balilla”.
Attivo durante la Resistenza a Milano e in Valdossola, dopo la Liberazione Petter partecipa alla realizzazione di un Convitto-Scuola detto della “Rinascita”, dedicato al recupero degli studi e al reinserimento nella società civile di giovani partigiani, reduci dalla prigionia e figli di caduti.
Dopo un periodo lontano dall’Italia, due anni trascorsi da solo in Cecoslovacchia, lavorando in miniere di carbone e poi come operaio a Praga tra il ’47 e il ’48, Petter rientra in patria per dedicarsi agli studi universitari e all’insegnamento come maestro nelle scuole della campagna brianzola. E’ così che nel 1952 si laurea con una tesi sul problema dell’apprendimento linguistico in bambini dialettofoni di diverse età.
Segue una rapida ascesa accademica come ordinario di Psicologia dell’Età, preside del Corso di Laurea in Psicologia, docente di Psicologia dello Sviluppo. Vastissima la sua bibliografia tra libri scientifici, di narrativa e autobiografici, saggi, centinaia di articoli e voci in trattati enciclopedici.
Aldilà di questi traguardi, che gli valsero prestigiosi riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale, Franca Tessari evoca nel suo intervento sulla rivista alcuni momenti particolarmente significativi della vita dell’accademico luinese. Tra questi vi è la decisione, nel novembre del 1966, di raggiungere Firenze per dare man forte ai più giovani “angeli del fango”, impegnati a recuperare l’ingente patrimonio artistico deturpato da una rovinosa alluvione.
Dieci anni dopo Petter organizzò e coordinò circa duecento studenti per portare soccorso alle popolazioni del Friuli colpite da un devastante terremoto. Un’ennesima dimostrazione della sua sensibilità per ogni problematica di ordine sociale, coltivata anche lungo tutta la sua “verde vecchiaia”, senza modificare il ritmo delle sue giornate e dei suoi impegni. Fino al 24 maggio del 2011, giorno in cui Petter cede ad un’emorragia cerebrale sopraggiunta pochi giorni prima al termine di una conferenza presso il Municipio di Spinea.
A conclusione della biciclettata, nei pressi del sacrario del Cucco dedicato ai Caduti del S. Martino, la sezione Anpi offrirà un piccolo rinfresco a tutti i partecipanti.
(Un grazie per il contributo biografico al professor Emilio Rossi)
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