Sabato 28 aprile il CAI Luino con il patrocinio del Comune di Luino propone una visita culturale gratuita insieme a Francesca Boldrini, ricercatrice storica, dal tema “La difesa di un confine e di un centro industriale: i manufatti centenari della ‘Linea Cadorna’ a Luino”. Si tratta di una visita in più località con trasferimento con mezzi propri per osservare i manufatti ancora esistenti dopo 100 anni. Un paio d’ore per conoscere luoghi poco conosciuti ma che sono di grande interesse storico.
(Francesca Boldrini) La Linea di difesa alla Frontiera Nord, oggi conosciuta come Linea Cadorna e realizzata dal 1916 al 1918 lungo il confine italo-svizzero per contrastare una possibile invasione del territorio italiano da parte degli eserciti austro-tedeschi, è da considerarsi un patrimonio di archeologia militare, un bene architettonico e ambientale da salvaguardare e da valorizzare. La zona di Luino era stata progettata, pur essendo compresa fra le opere di prima linea, come gruppo difensivo staccato con cui si pensava di risolvere «l’importante questione morale e politica della difesa del centro industriale». In quel periodo erano in piena attività le industrie Antisettica, Battaglia, Bonari, Calzaturificio Luinese, Galante, Gironzini, Hussy, Ratti, Rodari, Sanvito, Steiner, Tollini.
I lavori difensivi sulle alture di Poppino, Monte Bedea, Regione Brughiera, iniziati nell’aprile 1916, erano stati ridimensionati dopo la visita del generale Luigi Cadorna nel luglio successivo, furono sospesi nell’ottobre del 1917 perché ritenuti ormai «una inutile e pericolosa distrazione di fondi».
L’Ufficio Tecnico Militare di Ghirla, nella breve monografia delle linee difensive comprese nel territorio di sua competenza redatta il 1° luglio 1918 e conservata nell’Istituto Storico di Cultura dell’Arma del Genio di Roma, descrive le difese costruite nella zona avanzata di Luino così: «[…] Tre sono i gruppi di alture su cui s’imperniano le difese costruite: le alture di Poppino (q.463), il M. Bedea (q.672) e le alture della R.ne Brughiera (q. 351); esse hanno antistanti a nord la Valle del Rio Colmegna, a sud il corso della Tresa e nella parte centrale la depressione valliva che separa, fra Dumenza e Torbiera, il M. Bedea dal M. Clivio (q.739) contrafforte del M. Lema. La linea, con andamento sinuoso e con alcuni raddoppii, si svolge lungo le seguenti località: il Gaggio, Bonga, Reffinate, q.603, Vetta M. Bedea, il Vald, Longhirolo, Cucco, Trebedora, C[ascina] Demenech, q. 317, raddoppii di R.ne Brughiera. […] Vennero costruite le carreggiabili Maccagno-Veddo, Colmegna-Runo, strada alla Vetta del M. Bedea, strade in R.ne Brughiera d’accesso alla Batteria e di comunicazione fra quei gruppi difensivi». La batteria di cui si parla nella relazione sita in regione Brughiera era composta da sei appostamenti per artiglierie di medio calibro (obici da 210).
Il programma e i dettagli. Il ritrovo è fissato alle 14 presso il parcheggio dell’ingresso della piscina comunale in via Lugano a Luino, con l’inizio in programma alle ore 14. La visita finirà alle ore 16. Assicurazione: ogni partecipante alla passeggiata è responsabile della propria incolumità.
Informazioni e adesioni:
– CAI Luino via B. Luini 16 tel/fax 0332 511101; mail cailuino@cailuino.it;
– Informazioni Turistiche Luino – via della Vittoria 1 Luino – tel. 0332-530019; mail iatluino@provincia.va.it.
(Foto © Lago Maggiore e dintorni)
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