“Vincenzo Rabito, tra il 1968 e il 1975, confeziona su una vecchia Olivetti un’opera monumentale: 1027 pagine a interlinea zero, senza un centimetro di margine superiore né inferiore né laterale. Un’opera che si caratterizza per una lingua dura, grezza, infarcita di dialettismi, “ignorante”, con il punto e virgola a dividere ogni parola dalla successiva, una trascrizione fonetica, una “messa su carta” di suoni imparati a dire, ma mai a scrivere”.
Con queste parole, che insieme costituiscono un breve riassunto delle intenzioni portate sul palco, l’attore e regista Stefano Panzeri spiega l’identità di “Terra Matta“, spettacolo in programma sabato 14 aprile all’interno della rassegna curata da Teatro Periferico per il Comune di Cassano Valcuvia.
“Terra Matta” è un progetto che parte da lontano e abbraccia l’intera vicenda umana di Vincenzo Rabito, un bracciante agricolo semianalfabeta che mette su carta, arrangiandoli alla sua maniera, i ricordi di una vita, divisi tra gli affetti familiari e le sequenze di un paese che esce per la seconda volta dalla guerra e cambia pelle. L’autore, ispirato o per meglio dire completamente rapito dalla genuinità e dalla potenza sprigionate da storie di gente comune, decide di entrare a fondo nel nomadismo professionale del suo narratore, e di arricchire e riabilitare il percorso con il suo contributo.
Nasce così un lungo viaggio tra le comunità italiane del sud America, e tra quelle d’oltremanica, per ristabilire le coordinate sbiadite della memoria migrante e legarle alla geografia e ai colori che emergono dalla biografia del suo protagonista, della sua fonte d’ispirazione. Il frutto di questo sodalizio artistico, conquistato entrando nelle case degli italiani all’estero e portando le pagine del bracciante Rabito sui palchi di mezzo mondo, è il primo episodio di “Terra Matta”, che vede la luce del 2014 e copre il periodo 1899-1918 del grande volume conservato presso l’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano (AR).
Il successo e le emozioni sono tali da prolungare l’esperienza per un secondo atto e poi ancora per un terzo, arrivando tra rappresentazioni all’estero, e performance all’interno delle rassegne e dei festival italiani, alla chiusura del cerchio, portando agli spettatori l’immagine del mutamento nazionale, tra l’ascesa della Democrazia Cristiana e l’esordio del televisore, unita al percorso compiuto dalle donne emigrate in Argentina negli stessi anni.
Flussi di vicende umane che si incontrano e si fondono tra loro anche grazie ad un ulteriore tocco, quello della lingua popolare. Grezza, incisiva ma soprattutto teatrale. Gestita con cura da Panzeri nella cornice di un monologo che vede l’attore fare leva soltanto sulle parole, sulla presenza di una sedia e dell’accompagnamento musicale. Una lingua in grado di valorizzare i ricordi, di sottolineare il costrutto autentico e di lasciare una preziosa eredità in mano al pubblico.
L’appuntamento con “Terra Matta” è per le ore 21 di sabato in via IV Novembre, 4.
Per informazioni e prenotazioni: 334 1185848 – 338 6020892 – info@teatroperiferico.it – www.teatroperiferico.it. Biglietti: 7-5 euro.
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