Varese | 23 Gennaio 2018

“Perché la Shoah?”, venerdì a Varese un incontro per spiegare le ragioni dell’antisemitismo

Attraverso due interventi, la conferenza farà luce sulla propaganda messa in atto all’epoca dai fascisti per giustificare l’Olocausto ebraico

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Presso l’Archivio di Stato di Varese (situato in via Col di Lana, 5), si terrà venerdì 26 gennaio – in occasione della Giornata della Memoria – l’incontro di studi “Perché la Shoah?”. Ad organizzare l’evento, fissato per le ore 17, una sinergia tra l’Associazione FIDAPA – BPW (sezione di Varese), l’Archivio di Stato e alcuni docenti del Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi dell’Insubria di Varese. Le relazioni avranno ad oggetto, in particolare, gli strumenti di comunicazione e propaganda di fascisti e nazisti, in relazione con la genesi e l’attuazione dell’Olocausto ebraico.

Gli oratori saranno la vicepresidente dell’Associazione FIDAPA Varese Doriana Giudici (“Dalla notte dei cristalli ai lager nazisti. Qui si parla tedesco…e si mangia maiale”) e Giulio Facchetti, professore di Glottologia e Linguistica presso l’Università degli Studi dell’Insubria (“L’idea di superiorità razziale nella propaganda nazifascista”). A moderare l’incontro il direttore dell’Archivio di Stato Claudio Critelli.

“Ogni 27 gennaio FIDAPA Varese partecipa da più di dieci anni al ricordo della Shoah – ha affermato Doriana Giudici -. Un’associazione femminile di volontariato sa il ruolo fondamentale svolto da madri e mogli nello sviluppo della cultura nelle famiglie. È importante tramandare la storia del secolo scorso, anche nei suoi momenti più bui. Ogni anno abbiamo toccato elementi diversi collegati alla persecuzione degli ebrei durante la Seconda guerra mondiale. Quest’anno le due relazioni cercheranno di illuminare e spiegare le ragioni che hanno provocato l’antisemitismo e le sue tragiche conseguenze. Ricorderemo che anche in Italia tra il 1943 e il 1945 migliaia di italiani di cultura e fede ebraica, dopo essere stati privati dei loro diritti di cittadini e di esseri umani, sono stati deportati, umiliati, torturati e uccisi… perché?”.

“Il concetto di razza e l’idea di gerarchia razziale costituirono fattori essenziali – ha aggiunto il professor Giulio Facchetti -, con la copertura di apparente scientificità di cui godevano nella prima metà del XX secolo, per favorire una ‘metabolizzazione’ di massa di scelte anche moralmente ripugnanti. Su questo terreno il ruolo dell’attività propagandistica risultò determinante, inserendosi ovviamente in un contesto storico e culturale peculiare e di gravissima crisi economico-sociale.”

Inoltre per l’occasione, l’Archivio di Stato organizza presso la sua sede anche una piccola mostra documentale dal titolo “Leggi razziali e drammi personali”, il cui catalogo sarà presentato al termine della conferenza.

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