Luino | 5 Novembre 2017

Riflessioni sulla festa dell’Unità Nazionale, a scrivere la luinese Elda Molteni

La memoria, il Tricolore e la storia sono fondamentali per il nostro futuro. Tra venerdì notte e sabato mattina sono state lanciate uova contro la Statua di Garibaldi

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Troppo spesso dimentichiamo quanto l’Unità d’Italia sia stata importante per la storia del nostro paese e, talvolta, anche ricorrenze e celebrazioni istituzionali passano in secondo piano.

Come se non bastasse, se da una parte l’educazione civica ormai non è più al centro dei programmi scolastici, alcuni fatti di cronaca lasciano l’amaro in bocca. Tra venerdì notte e sabato, infatti, come ha riportato stamane il quotidiano “La Prealpina”, ignoti hanno lanciato alcune uova contro la Statua di Garibaldi a Luino, sita nell’omonima piazza, causando una grande indignazione nella popolazione luinese e nell’amministrazione del paese lacustre.

Così, è Elda Molteni, vedova di Remo Passera, l’ex presidente ANPI Luino, scomparso qualche mese fa, a scrivere una lettera alla redazione, metaforicamente indirizzata alla “Bandiera Italiana”, nella quale compie una lucida analisi che mira a far riflettere tutti. Ecco il testo.

Cara Bandiera Italiana, oggi è il giorno dedicato all’Unità Nazionale e alle Forze Armate e per questo giorno di festa avrei voluto esporti dal balcone affinchè tutti ti potessero vedere. Vorrei far capire che ci sei ancora. Forse saresti stata l’unica in tutta la Città oltre a quella esposta sul balcone del Comune. Non fa niente, meglio soli che male accompagnati.

Non l’ho potuto fare perchè la pioggia ha sostituito la cattiveria degli uomini manifestata in questi giorni. Una volta tanto la pioggia è benvenuta. Quando ero bambina in giornate di festa come oggi le scolaresche si univano al corteo ed ognuno sventolava la bandierina tricolore e tante bandiere erano ben visibili sui balconi e sulle finestre. Era un tripudio di colori. Oggi si sventola lo smartphone. Di questa festa, come altre analoghe, oggi regna l’indifferenza totale.

Ci si dimentica di chi ha perso la vita per noi, per la difesa degli ideali di libertà e democrazia. Sei talmente bistrattata che dal 1977 non sei più “segnata” in rosso sul calendario a seguito di una riforma dello stesso volta ad aumentare i giorni lavorativi e da allora si cominciò a festeggiare questa giornata la prima domenica di novembre.

Unità: “condizione di essere solo uno e non più di uno” (ved. Dizionario della Lingua Italiana Sabatini Coletti). Ne prendano nota coloro i quali volevano dividere l’Italia dal Fiume Po in giù. Cara Bandiera Italiana hai perso l’occasione di avere una sorella visto che saremmo diventati due stati, che avrebbero significato due bandiere, praticamente separati in casa. E questo era auspicato proprio da coloro che parlavano male dei “terroni”, ma che ora vanno ad elemosinare voti proprio agli stessi. Che coerenza!

Sai, non tutti ti vogliono male perchè sei considerata un’accessorio indispensabile fra le mura domestiche, visto che un’importante esponente politico invitava gli Italiani ad usarti per le proprie esigenze personali… che tenera che sei!

Devi sapere che sono la moglie di un Partigiano venuto a mancare pochi mesi fa. L’anno scorso è stato rinnovato il Labaro tricolore della Sezione ANPI di Luino e quando siamo andati a ritirarlo nel laboratorio dove era stato confezionato, Remo (questo il suo nome) si è commosso e sono scese due lacrime. Ti assicuro che lui non si commoveva facilmente. Non dico che bisogna piangere ogni qualvolta si vede il Tricolore, ma bisogna inculcare alle persone l’amore e il rispetto che si deve avere per esso.

Cara Bandiera Italiana, ti lascio riposare fino alla prossima occasione sperando in un mondo migliore.

Ti voglio bene, Elda.

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