29 Ottobre 2025

Avrebbe compiuto oggi 75 anni Rino Gaetano, grande cantautore italiano

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(biografieonline.it) Così direbbero tutti quelli – e sono tanti – che lo hanno amato e idolatrato nei lontani anni ’70 quando la sua stella controcorrente cominciò a brillare sul grigio panorama canzonettistico italiano.

Viene alla luce in pieno 1950 a Crotone, dove rimane per tutta l’infanzia; il giovane Rino si trasferisce nella città di Roma, insieme ai genitori, per via dei problemi di salute della sorella Anna. Portato per i banchi di scuola, coltiva i primi interessi per la scrittura, la musica e il mondo del teatro. Inizia i suoi primi approcci musicali imparando a suonare basso e chitarra e componendo le sue prime canzoni. Incontra fin da subito le perplessità del mondo musicale per il suo modo ironico e singolare di proporre i suoi pezzi, poco “in linea” con la tendenza seriosa e di stile ideologico di quel periodo, viene però notato da alcuni discografici romani suscitando la loro curiosità.

Dopo varie esperienze di teatro per ragazzi e tournée in Europa come attore e fonico debutta con un 45 giri nel quale interpreta sotto lo pseudonimo di “Kammamuri’s” le canzoni intitolate “I love you Marianna”e “Jaqueline”.

Niente da fare, Gaetano è troppo fuori dagli schemi per essere capito dal conformistico universo della discografia italiana, in un momento in cui la moda erano testi che parlassero unicamente del tema dell’amore, era ancora ben distante dal venire alla luce, nel frattempo perciò si diede da fare come scopritore di talenti per l’etichetta discografica, come produttore e nella scrittura di testi per altri. Ci riprova due anni dopo (1974) con un intero disco totalmente scritto e arrangiato da lui, come saranno tutti i suoi lavori: il mitico “Ingresso libero” cui segue un discreto apprezzamento del pubblico.

E infatti quella sua prova costituirà di fatto il grimaldello per i suoi più ampi successi venturi. In cantiere aveva una vera e propria bomba: un motivo di facile presa, dal solito contenuto corrosivo, che non poteva non attecchire: si trattava di “Ma il cielo è sempre più blu”, il pezzo che nel 1975 gli fa compiere il gran salto in cima alle classifiche.

Nel 1976 esce il suo secondo LP, molto atteso, “Mio fratello è figlio unico”, certificato disco d’oro proprio il 28 ottobre 2024.

Rino ha trovato la chiave giusta per portare le persone a riflettere su temi tanto delicati quanto difficili da affrontare in musica.

Con i successivi LP “Aida” (1977) e “Nuntereggaepiù” (1978) in un rapido crescendo, riscuote consensi sempre più consistenti, fino ad ottenere un vero e proprio successo con la canzone “Gianna” al Festival di Sanremo del 1978 (terzo posto, dopo “Un emozione da poco” di Anna Oxa, e da “E dirsi ciao” dei Matia Bazar), dove si esibisce davanti alla grande platea mostrando tutta la sua ironia scanzonata degna di un vero artista di varietà. Un’esibizione che è rimasta scolpita nella memoria di molti.

Nel 1979 è la volta del disco “Resta vile maschio dove vai” (il brano omonimo viene scritto da Mogol) che lancia nel periodo estivo l’indimenticabile ballata “Ahi Maria”. Il disco segna il passaggio dalla piccola casa discografica It, alla multinazionale RCA. Dopo questa serie di successi per il sensibile Rino, nonostante i costanti malanni del padre, continua la sua attività e pubblica “E io ci sto” (1980), gli vengono proposte nuove vie espressive, come al tempo fu proposto ad altri artisti come Ron e Rino collaborò con artisti come Riccardo Cocciante e i New Perigeo (con i quali incide un ormai introvabile Q-disc).

Purtroppo anche il destino aveva i suoi progetti non più rimandabili. Il Fato se lo porta via il 2 Giugno 1981, alla verde età di trent’anni, a seguito di un terribile incidente automobilistico dovuto a un colpo di sonno mentre era alla guida alle due di notte sulla romana via Nomentana.

La sua morte prematura, da più parti subito accostata a quella di un altro grande “outsider”, Fred Buscaglione, ha tarpato per sempre le ali all’evoluzione di un artista che ha saputo essere imprevedibile e che avrebbe sicuramente regalato altre, imprevedibili, sorprese.

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