La Mongolia, per la maggiore costituita da steppe, è diretta discendente dalle tradizioni pastorizie dei nomadi che risiedevano nella prateria, sebbene la globalizzazione e l’influsso dei cinesi abbiano portato alla scomparsa quasi definitiva della pastorizia e dunque del grande patrimonio culturale mongolo.
Ancor oggi, però il 30% circa della popolazione è nomade, dedita prevalentemente all’allevamento e la religione predominante il buddismo tibetano. I mongoli, infatti, usavano (e la maggior parte usa ancora) abitare in grandi tende, chiamate yurte e avevano l’abitudine di cacciare a cavallo utilizzando dei particolarissimi strumenti chiamati uurga, lunghi bastoni a cui veniva legato un cappio, nell’uso dei quali i mongoli erano formidabili.
Da queste basi culturali e dall’esperienza di uno dei viaggi più affascinanti di Walter Inama, questa sera ad Agra, presso il Parco Daini, ci sarà la conferenza audiovisiva “La terra dei nomadi guerrieri, la Mongolia”.
L’appuntamento è alle ore 21.
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Purtroppo sono lontano ma il fascino della Mongolia non ha fine. Il film URGA è da vedere più volte