La splendida location della Colonia elioterapica di Germignaga ancora una volta protagonista a partire da questa sera, quando arriverà sulle rive del lago, “Poevisioni”, rassegna di cinema, poesia e realtà diretta da Maurizio Fantoni Minnella, ed inserito nel Festival Internazionale di Poesia di Genova 2017. A presentare l’evento FreeZone, con la collaborazione di “Le Vie dei Venti” e del comune di Varese e con il patrocinio di Regione Lombardia, della provincia di Varese, della Comunità Montana Valli del Verbano e del comune di Germignaga.
Dopo l’esordio del 26 maggio, a Varese, presso la Sala Montanari, con la proiezione del film “Suite Havana di Fernando Pérez, e della visione del film “L’immagine mancante” di Rithy Pahn, dello scorso primo giugno, la rassegna arriva oggi sulle sponde del lago Maggiore, a Germignaga. Questa sera, dalle 21, saranno due i film proposti, sul tema delle migrazioni: “Lamerica” di Gianni Amelio e “Sangue Verde” di Andrea Segre. Domani sera, invece, alla stessa ora, l’argomento trattato sarà “For Children” con “Il ladro di bambini” di Gianni Amelio e “Il bambino che scoprì il mondo” di Alê Abreu
“Lamerica” di Gianni Amelio, Italia, 1994, 125’. Due affaristi italiani senza scrupoli nell’Albania post-comunista falliscono nell’intento di impiantare con l’inganno e la truffa una fabbrica di scarpe. Uno di essi però si perde in un paese ostile finendo in mezzo ai migranti i albanesi in viaggio verso l’Italia. Il più epico dei film di Amelio, ripropone il tema caro al regista dell’emigrazione situandolo su due piani storici e in una dimensione drammatica dove alla perdita della memoria del passato, contrappone un’amara riflessione sul presente.
“Sangue verde” di Andrea Segre, Italia, 2010, 57’. La più riuscita tra le opere del regista dedicate ai migranti, racconta la condizione di semi schiavitù dei giovani africani neri di Rosarno in Calabria, dopo la rivolta del 2010. Accurato nella scelta delle atmosfere e nell’uso dei chiaroscuri, ha il merito di trasformare la cronaca quotidiana in riflessione sulla condizione umana degli “ultimi”.
“Il ladro di bambini” di Gianni Amelio, Italia, 1992, 100’. Un giovane carabiniere riceve l’incarico di scortare da Milano alla Sicilia una ragazzina dodicenne, obbligata dalla madre a prostituirsi, e il suo fratellino, ostinatamente silenzioso e triste, in un riformatorio. Il viaggio, nella sua semplice e limpida geometria, si configura come lo scandaglio della sconfitta degli ultimi che accomuna adulti e bambini, in un moderno realismo verghiano. Il film è ritenuto da molti critici il capolavoro di Gianni Amelio.
“Il bambino che scoprì il mondo”, di Alê Abreu, Brasile, 2013, 80’. Moderno Alice nel paese delle meraviglie al maschile, il film racconta nel solco della migliore tradizione, il viaggio solitario di un bambino del Sertão verso la grande metropoli San Paolo. Rivelazione del cinema brasiliano d’animazione, è un lungometraggio in 2 D, ricco di poesia e di invenzioni geometriche di grande suggestione.
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