27 Dicembre 2016

Mps, via libera al piano di intervento statale. Il conto sale a 8,8 miliardi di euro

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Non bastano più cinque miliardi di euro, ne servono quasi nove per salvare Monte dei Paschi. Lo ha messo nero su bianca la Banca centrale europea in due lettere inviate al ministero dell’Economia dopo il fallimento dell’operazione di mercato che, due giorni prima di Natale, ha aperto le porte all’intervento dello Stato nella banca.

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Via libera dalla Bce all’intervento dello Stato in Mps ma il conto sale da 5 a 8,8 miliardi di euro. La banca informa di aver ricevuto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze due lettere redatte dalla BCE, indirizzate allo stesso Ministero che confermano la sussistenza dei requisiti necessari per accedere alla misura della “ricapitalizzazione precauzionale”, in conformità alla normativa vigente. I risultati dello stress test del 2016, secondo la Bce, hanno infatti registrato uno shortfall, solo nello scenario avverso, nel parametro del CET 1 fully loaded a fine 2018 pari a -2,44%, da mettersi in relazione con una soglia dell’8%; tale shortfall si traduce, secondo la Bce, in un fabbisogno di capitale di Euro 8,8 miliardi, comprensivo di tutte le componenti dei fondi propri così come previsti dalla normativa vigente.

Liquidità in rapido deterioramento. La posizione di liquidità della Banca ha subito un rapido deterioramento tra il 30 novembre 2016 e il 21 dicembre 2016, come evidenziato dal calo significativo della counterbalancing capacity (da 14,6 miliardi di euro a 8,1 miliardi di euro) e della liquidità netta a 1 mese (da 12,1 miliardi di euro, pari al 7,6% del totale delle attività, a 7,7 miliardi di euro, pari al 4,78% del totale delle attività).

Weidmann: “Pesare bene salvataggio”. Il salvataggio di Mps deve essere attentamente pesato. “Per le misure decise dal governo italiano le banche devono essere finanziariamente sane a livello core. I fondi non possono essere usati per coprire le perdite che sono già previste”. Lo afferma il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann. E altri dubbi vengono espressi da Isabel Schnabel, componente del Sachverstaendigenrat, il Consiglio di Esperti Economici della Germania, i cosiddetti “Cinque saggi” che afferma: “un ampio clean-up del sistema bancario italiano è necessario e deve essere effettuata prontamente. Le banche insolventi devono essere chiuse, le banche vitali devono essere ricapitalizzate. Le sofferenze dovrebbero essere rimosse dai bilanci delle banche”. Secondo Weidmann il rischio è che ci siano forti turbolenze. “Tutto questo deve essere attentamente esaminato”. Weidmann spiega che le regole europee “servono per tutelare i contribuenti e dare responsabilità agli investitori. I fondi statali sono come ultime risorsa”. (ANSA)

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