26 Novembre 2016

Usa, in Winsconsin si riconteranno i voti delle presidenziali. Hillary Clinton spera

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Anche dopo l’elezione del nuovo presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, continuano le polemiche tra repubblicani e democratici per l’esito del voto. Jill Stein, candidata dei verdi, ha avviato una raccolta fondi per presentare la richiesta di riconteggio dei voti in Wisconsin, uno dei tre Stati in cui ci sono sospetti di brogli.

(Foto © Getty Images - Cnn)

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Usa, in Winsconsin si riconteranno i voti delle presidenziali. Hillary Clinton spera. Quello che non sembrava possibile alla fine si è avverato: Jill Stein, candidata dei Verdi alle presidenziali americane, ha raccolto i milioni di dollari necessari e, insieme al collega del Partito Riformista, Rocky Roque De La Fuente, ha presentato la richiesta per il riconteggio dei voti in Wisconsin, uno dei tre Stati con Pennsylvania e Michigan su cui si concentrano i sospetti di brogli. La mozione apre la porta a un possibile terremoto, dopo l’inaspettata vittoria di Donald Trump e i sospetti di un intervento di hacker russi sul sistema elettronico elettorale per favorirlo.

La Commissione elettorale del Wisconsin ha annunciato che “si sta preparando per il riconteggio in tutto lo Stato dei voti per il presidente degli Stati Uniti, come richiesto da questi candidati”. “Abbiamo messo insieme un team interno per dirigere le operazioni, in stretta collaborazione con i nostri partner nelle contee”, ha dichiarato Michael Haas, alla guida del comitato. “Abbiamo in programma di tenere una riunione in teleconferenza per gli impiegati della contea la prossima settimana e anticipiamo che il riconteggio inizierà verso la fine della prossima settimana dopo che la campagna della Stein avrà versato la somma necessaria per il riconteggio, che stiamo ancora calcolando”.

La scadenza del 13 dicembre. E’ una corsa contro il tempo, dal momento che il riconteggio deve concludersi entro il 13 dicembre. Le operazioni, ha sottolineato Haas, rientrano in “un processo aperto, trasparente, in cui ciascuno dei candidati può avere rappresentanti presenti per sollevare obiezioni, e dove il pubblico può osservare”.  Secondo le cifre ufficiali, dei 2.975.313 voti espressi, il candidato repubblicano Donald Trump se ne è aggiudicati 1.404.000, mentre la sfidante democratica Hillary Clinton si è fermata a 1.381.823, con uno scarto di 22.687 schede. Da parte sua, la Stein ha raccolto 31.006 preferenze, mentre De La Fuente solo 1.514. Il Wisconsin, Stato dove è nato il Grand Old Party (Gop), non mandava un repubblicano alla Casa Bianca dal 1968 e a favore di Trump non ha certo lavorato Paul D. Ryan, speaker repubblicano al Congresso eletto qui, che con il magnate newyorkese non ha mai avuto rapporti facili e gli ha sempre negato l’endorsement. Nonostante i sondaggi che la davano vincente (5,7%), la sconfitta della Clinton si è consumata per 22mila voti, perdendo  con il 46,9% contro il 47,9% del rivale.

La raccolta fondi di Jill Stein arrivata a 6 milioni di dollari, assicurata anche la Pennsylvania. Di fronte alle perplessità di un numero crescente di esperti informatici e di sicurezza, insieme alla pressione di accademici e attivisti, la candidata dei Verdi mercoledì aveva lanciato una campagna fondi per finanziare il riconteggio dei voti. Finora, sono stati raccolti quasi 6 milioni di dollari, assicurando così la base economica per presentare la mozione non solo in Wisconsin, ma anche in Pennsylvania. (AGI)

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