6 Giugno 2017

Nonostante terrorismo e crisi in Italia crescono i viaggi in aereo. Nel 2016 dati in aumento

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(askanews) – Più luci che ombre nell’attività svolta dall’Ente nazionale per l’aviazione civile nel 2016, racchiuse nel Rapporto e nel Bilancio sociale presentato oggi al Senato, nella sede di Palazzo Giustiniani, dai vertici dell’Enac, il presidente Vito Riggio e il direttore generale Alessio Quaranta, con il saluto introduttivo del presidente del Senato Pietro Grasso e gli interventi del presidente di Assaeroporti Fabrizio Palenzona, del commissario straordinario di Alitalia Stefano Paleari, del presidente di Enav Roberto Scaramella e del presidente dell’ottava commissione del Senato Altero Matteoli.

Nonostante terrorismo e crisi in Italia crescono i viaggi in aereo. Nel 2016 dati in aumento. Anche nel 2016 il trasporto aereo in Italia è cresciuto, con un aumento del 4,8% del traffico rispetto al 2015 con un totale di oltre 164 milioni di passeggeri transitati sugli scali italiani e valori positivi anche per il cargo (+6,1%). In aumento anche i movimenti di aeromobili (+2,4%), dato che conferma – scrive Quaranta nel Rapporto – un migliore utilizzo delle infrastrutture aeroportuali nonché una maggiore redditività e un efficientamento dei voli stessi in termini di load factor.

Se si guarda alle compagnie, nella graduatoria totale del traffico complessivo, nazionale e internazionale, il vettore irlandese Ryanair si è confermato, anche nel 2016, al primo posto con 32.615.348 passeggeri, facendo registrare un incremento del 9,8% rispetto al 2015. Segue Alitalia con 23.106.354 (+0,5%), terza Easyjet con 14.335.531 (-0,2%), quarta Vueling Airlines con 5.601919 (+11,3%), quinta Deutsche Lufthansa con 4.287.095 (-1,1%). Prendendo in esame il solo traffico nazionale, Alitalia si conferma, invece, con 12.778.924, al primo posto in questa graduatoria, seguita da Ryanair con 10.460.364 e Easyjet con 2.614.815. Il 2016 evidenzia una ripartizione della quota di mercato di traffico aereo complessivo (nazionale e internazionale) sostanzialmente in equilibrio tra vettori tradizionali (50,5%) e vettori low cost (49,5%).

Le compagnie straniere hanno dunque un peso importante nel nostro mercato. “La concorrenza straniera – ha osservato Riggio – ha trovato terreno fertile nell’Italia dai 100 campanili che ha favorito il punto a punto. Sono penetrate come nel burro in Italia, in altri Paesi non è accaduto”. Sempre secondo il presidente di Enac in Italia ci sono ancora troppi aeroporti: “Non è più possibile avere un sistema dove 34 aeroporti fanno il 24% del traffico nazionale”. “Governo e Parlamento hanno davanti questa questione che, capisco, non è un tema da affrontare in campagna elettorale ma 5 grandi aeroporti fanno il 50% del traffico, altri 7 ne fanno un altro 25%. E gli altri? Se sono utili bisogna vedere come finanziarli, ma se sono inutili bisogna prenderne atto, avere il coraggio di chiuderli”. E se non chiuderli “almeno non continuare ad alimentarli”.

Quanto alla sicurezza (safety e security), finora l’attività per garantirla ha dato “ottimi risultati”, ha detto Riggio, “e speriamo continui così perché siamo tutti molto esposti”. Sicurezza che resta obiettivo prioritario e a cui si affiancano altri impegni importanti come la tutela dell’ambiente e la valorizzazione degli aeroporti come porte di ingresso nella cultura e nelle tradizioni anche enogastronomiche del nostro Paese. Aspetto su cui ha insistito anche il presidente di Assaeroporti Palenzona: “Gli aeroporti sono vetrine importantissime per il turismo, la cultura, il food”. Il sistema aeroportuale italiano, ha aggiunto, “ora è in grado di competere. Andiamo avanti su questa strada positiva, diamo stabilità alle regole per consentire al nostro Paese di intercettare un pezzo di futuro che è alla nostra portata”. Paese che, secondo il commissario straordinario di Alitalia Paleari, “arranca nell’intercettare l’opportunità offerta dalla crescita del settore, nei tempi di risposta”, mostrando una certa “lentezza” e “non attitudine al cambiamento”. Se la globalizzazione porta a depotenziare i singoli Paesi, “non mi pare che altri Paesi alzino bandiera bianca”. “C’è una sovranità – ha osservato – che si può perdere per mancanza di protagonismo”.

Quanto all’attività dell’Enac (che quest’anno compie 20 anni), l’ente – hanno sottolineato sia Riggio che Quaranta – ha mantenuto gli impegni presi nel 2016 “con grande sforzo, in assoluta carenza di personale che sta iniziando a mettere in seria difficoltà l’ente”. Ente che, ha sottolineato il suo presidente, per il dodicesimo anno consecutivo ha chiuso in positivo: “Il 2016 si è chiuso con un avanzo di amministrazione di 30 milioni. Se questi fossero gli standard di tutti gli enti pubblici saremmo a cavallo. Da anni chiediamo di poter utilizzare questi soldi per assumere personale specializzato. Potremmo rinunciare ai contributi statali se ci fosse concesso di avere il personale specialistico necessario per fare più soldi”.

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