24 Maggio 2017

“Food ReLOVution” fa riflettere Luino: la rivoluzione che parte dalla consapevolezza

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Un documentario avvincente e capace di stimolare una profonda riflessione quello che è stato proiettato nella serata di lunedì al Cinema Sociale di Luino, “Food ReLOVution: tutto ciò che mangi ha una conseguenza”. Una proiezione densa che passa in rassegna le conseguenze della cultura dell’alimentazione basata sulla carne affrontando la questione da differenti prospettive che, pur apparendo inizialmente slegate tra loro, è possibile ricondurre ad un discorso unico capace di abbracciare e ricomprendere svariate sfere.

“Food ReLOVution” fa riflettere Luino: la rivoluzione che parte dalla consapevolezza. Il regista romano Thomas Torelli fa centro ancora una volta perseguendo con determinazione la strada già intrapresa attraverso la produzione di altri documentari finalizzata alla diffusione della consapevolezza. Un percorso che segue un unico filo conduttore quello di Torelli che, come nel caso del documentario proiettato lunedì sera al Cinema Sociale di Luino, “Food ReLOVution”, parte dalle semplici scelte quotidiane di ognuno, mostrando come sia proprio “l’insospettabile” sommatoria di queste ultime a decretare la direzione nella quale il pianeta procede. Se con “Un’altro mondo” Torelli, combinando elementi di scienza, spiritualità e fisica quantistica, riesce a far passare il concetto della necessaria interconnessione di tutto ciò che esiste sul pianeta Terra, con “Food ReLOVution” sembra fare un passettino più a fondo. Se non esiste nessun grado di separazione tra le cose allora ogni ambito della vita ed ogni gesto in essa perpetrato si ripercuote in modo diretto sulla totalità. Questo vale anche nella sfera sulla quale l’intero documentario è incentrata ovvero quello delle scelte alimentari.

Le conseguenze di una semplice scelta alimentare. La sfera sulla quale l’intero documentario gravita è quella delle scelte alimentari e delle conseguenze, spesso disastrose, che esse, inesorabilmente, portano con sé. Partendo dall’impatto che la produzione di carne ha in diversi ambiti Torelli cerca di trasmettere allo spettatore la consapevolezza di quanto la scelta di mangiare carne possa danneggiare il sistema nel quale viviamo. Le forti immagini della terra devastata, della messa a rischio del delicato equilibrio della biodiversità, dovuto agli ingenti disboscamenti dei “polmoni verdi” del pianeta, sacrificati in virtù di una sempre più scellerata produzione, dell’inquinamento che non trova battute di arresto, delle ingenti differenze e barriere che questo consumo irresponsabile genera tra le persone che abitano diversi luoghi del medesimo pianeta, dell’inconsapevolezza con cui ci si rende complici delle violenza e della sofferenza perpetrata, ai danni di altri esseri viventi e delle patologie che l’eccessivo consumo di carne arreca a noi stessi, creano nello spettatore una sensazione di profonda riflessione ed insieme gli donano la grande consapevolezza di poter fare la differenza.

“Sono proprio la consapevolezza e il percorso che ognuno può intraprendere in sé stesso – spiega il regista – la scintilla dalla quale può prendere avvio la rivoluzione”. Non possiamo più considerare le nostre scelte da singoli individui distaccati dal mondo e da tutto ciò che ci circonda. I problemi globali riguardano anche noi e non solo. Food ReLOVution è una ribellione ai dogmi alimentari imposti dalla società che vuole dare agli individui lo spazio per scegliere liberamente in nome di una rivoluzione fatta con amore, per proteggere l’ambiente, gli animali e le popolazioni più povere. Il documentario suggerisce quanto, in realtà, il cambiamento che stavamo aspettando inizia con noi stessi e quanto la scelta, generata dall’amore, sia davvero l’arma più potente di cui l’uomo dispone.

Ed il linea con questa visione anche le parole che il regista dedica ai presenti concludendo la serata: “Il messaggio che io voglio che passi, non solo a quelli che sono qua presenti, ma a maggior ragione a quelli che stasera non sono qui, è che non ha senso e non porta a nulla demonizzare chi mangia carne. La cosa importante è che ognuno con i suoi tempi e con le proprie modalità intraprenda un percorso di riflessione e consapevolezza che da solo è già un atto rivoluzionario”. 

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