Giuseppe Dainotti, 67 anni, capomafia scarcerato nel 2014, è stato ucciso a colpi di pistola, in strada, a Palermo. Sarebbe stato affiancato da due killer, forse in moto, che gli avrebbero sparato in testa. La vittima era in bici, in via D’Ossuna, nel quartiere Zisa. A chiamare la polizia sono stati alcuni residenti della zona che hanno sentito i colpi di arma da fuoco.

(Foto © ANSA)
Mafia, agguato a Palermo: ucciso in strada il boss Giuseppe Dainotti. Il boss mafioso Giuseppe Dainotti è stato ucciso questa mattina a colpi di pistola alla testa in via D’Ossuna, nel quartiere Zisa di Palermo. Dainotti era in bicicletta quando, secondo una prima ricostruzione, sarebbe stato avvicinato da due uomini che gli hanno sparato. Non ci sono testimoni, al momento, dell’omicidio del 57enne. A dare l’allarme, come apprende l’Adnkronos, è stato un poliziotto della Squadra mobile libero dal servizio che ha sentito gli spari e alcuni residenti della zona che hanno chiamato il 113 dicendo di avere solo sentito degli spari.
Il boss mafioso era stato condannato per l’omicidio del capitano dei carabinieri Emanuele Basile e dei carabinieri Bommarito e Morici che l’accompagnavano. Il boss era stato condannato tre anni fa all’ergastolo ma era riuscito a lasciare il carcere, tra le polemiche, beneficiando della Legge Carotti. Dainotti, come raccontano le cronache giudiziarie di Cosa nostra, era ritenuto un boss del mandamento di Porta Nuova di Palermo. Era stato condannato, oltre per omicidio, anche e per la rapina miliardaria al Monte dei Pegni nel 1991. Era stato scarcerato nel 2014 dopo più di 25 anni di detenzione. Con lui, grazie alla legge Carotti, furono scarcerati altri boss del calibro di Giovanni Matranga, Francesco Mule e Giulio Di Carlo. Erano stati tutti condannati all’ergastolo per l’omicidio di Basile, Bommarito e Morici.
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