16 Maggio 2017

Oggi tutti fanno running, ma cinquant’anni fa era un’attività riservata solo agli uomini

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(ANSA) Tutti corrono, dall’alba alla notte le strade sono piene di persone che fanno running, mai così tanto di moda. Solamente 50 anni fa la corsa era considerata un’attività bigotta, riservata esclusivamente agli uomini. Qualsiasi persona che correva all’aria aperta era considerata, nella migliore degli ipotesi eccentrica e nel peggiore dei casi pericolosamente sovversiva.

Kathrine Switzer (Foto © nytimes.com – Paul Connell/The Boston Globe, via Getty Images)

Oggi tutti fanno running, ma cinquant’anni fa era un’attività riservata solo agli uomini. Molti pionieri della corsa a lunga distanza raccontavano con divertimento: “Se la polizia vedeva qualcuno correre per strada, lo arrestava con la presunzione che fosse o un delinquente o un criminale che scappava”.  Le donne hanno dovuto lottare persino per ottenere il semplice diritto di correre. Da Bobbi Gibb e Kathrine Switzer (le prime donne a partecipare alla maratona di Boston) a Fred Lebow (l’inventore della maratona di New York) e Steve Prefontaine (il James Dean delle piste), un inno al grido di Liberté, Égalité, Course à pied.

Fino al 1967 alle donne era vietato correre. In quegli anni la corsa diventò anche un atto politico, nell’ambito della rivoluzione sociale al femminile. Un film, “Free to run”, presentato a Milano al festival dei diritti umani e in sala dal 1 giugno, con la regia di Pierre Morath (Kitchen Film) ricorda quest’epoca,  raccontando la lotta per l’uguaglianza dei sessi cominciata nei tardi anni 60, quando correre era un’ atto di libertà e di auto espressione per la donna. Nel 1967 l’americana Kathrine Switzer partecipò illegalmente alla maratona di Boston iscrivendosi con un nome da uomo per passare inosservata. Fu vista dal direttore che cominciò a inseguirla con l’intenzione di strappare il numero di pettorale e farla ritirare dalla gara. Difesa dal fidanzato lei riuscì a finire la gara. Fu un vero shock, ma Switzer divenne il simbolo femminile per i diritti uguali nello sport.

Fino al 1967 alle donne era vietato correre, la storia dello sport incontrò la rivoluzione sociale al femminile, “Free to run” racconta la lotta per l’uguaglianza dei sessi cominciata nei tardi anni 60, correre era un’ atto di libertà e di auto espressione per la donna, la corsa a quei tempi era uno sport riservato esclusivamente agli uomini.  Le donne hanno dovuto lottare persino per ottenere il semplice diritto di correre. Da Bobbi Gibb e Kathrine Switzer (le prime donne a partecipare alla maratona di Boston) a Fred Lebow (l’inventore della maratona di New York) e Steve Prefontaine (il James Dean delle piste), un inno al grido di Liberté, Égalité, Course à pied.

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