26 Aprile 2017

Luino, anche le Scuole Medie alla Festa della Liberazione. Il racconto del professor Petrotta

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Causa il cattivo tempo, si è svolto al Teatro Sociale e senza corteo per le vie cittadine, il 72esimo Anniversario del 25 Aprile, Festa della Liberazione dal nazifascismo. La manifestazione è stata organizzata dai comuni di Luino, Germignaga e Dumenza e dall’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) di Luino.

Luino, anche le Scuole Medie alla Festa della Liberazione. Il racconto del professor Petrotta. Hanno partecipato il sindaco Andrea Pellicini e l’assessore alla Cultura Piermarcello Castelli del comune di Luino, il sindaco di Germignaga, Marco Fazio, il vicesindaco di Dumenza, Corrado Moro, Il sindaco di Porto Valtravaglia, Adriano Giacobazzi, il consigliere provinciale Paolo Bertocchi, il presidente della Comunità Montana Valli del Verbano e sindaco di Cuveglio, Giorgio Piccolo, Alberto Frigerio della SOMS di Luino, il dottor Paolo Enrico, altri amministratori locali, dirigenti, insegnanti e studenti delle scuole cittadine, volontari della CRI di Luino, rappresentanti delle Forze dell’Ordine, delle associazioni d’arma, dei partiti politici e dei sindacati, iscritti dell’Anpi e comuni cittadini, alcuni con bambini. All’inizio della cerimonia ha suonato alcuni brani patriottici la “Musica cittadina di Luino”.

Il nostro istituto “B. Luini” era presente con la propria bandiera. Presenti gli alunni: Anselmo Ermano, 2D (che suona la tromba nella Musica Città di Luino); Cugno Mazzoni Joshua, Pusceddu Arianna e Simonetta Filippo della terza; Bigi Elisa, Conte Serena, Ferrari Davide (il nostro portabandiera) e Stanganelli Chiara della 3B; Gareri Eleonora, Leone Michelle, Montesanti Giulia (che ha svolto il compito di segretaria), Monzillo Niccolò, Scardino Alice e Siviglia Alessandro della 3E. Presenti anche le maestre Maria Luisa Pasi e Nilla Abruzzo ed i docenti Paolo Rocca e Giovanni Petrotta.

In Teatro ha preso la parola Il sindaco di Germignaga, professor Marco Fazio, che ha ricordato la figura di Remo Passera, presidente dell’Anpi Luino deceduto il 5 marzo di quest’anno, “staffetta partigiana” , collegandola a quella di Don Milani, che nella “Lettera ai giudici” scriveva “su una parete della nostra scuola c’è scritto grande «I care». È il motto intraducibile dei giovani americani migliori «me ne importa, mi sta a cuore», è il contrario esatto del motto fascista «me ne frego».

Poi è iniziato lo spettacolo teatrale “Come api – una storia di musica e parole” di e con Andrea Buffa. Alla chitarra Sonia Cenceschi. Si è trattato di uno spettacolo di testi e canzoni della e sulla Resistenza. Fra le canzoni proposte dall’artista Andrea Buffa, vi era la canzone “Oltre il ponte” di Italo Calvino, canzone letta anche dagli alunni della scuola media di Maccagno nella cerimonia che si è svolta, nello stesso orario, nel comune di Maccagno.

Al termine dello spettacolo una folta delegazione si è recata a rendere omaggio al Sacrario della Gera di Voldomino, ove ho letto ad alta voce la “Preghiera del partigiano” di Teresio Olivelli.

Come riflessione finale del significato di questa importante festa civica, vorrei riportare cosa ha scritto il 25 aprile 2017 sul Corriere della Sera il noto giornalista Aldo Cazzullo, sulla celebrazione del 72esimo Anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Fra parentesi son stati inseriti dei riferimenti di storia della Resistenza nel Luinese.

Ricordo che Aldo Cazzullo è venuto ben due volte a Luino, invitato dal Comune e dall’Anpi di Luino per due pubbliche conferenze. E che per tutte due le volte è stato il Presidente dell’Anpi di Luino, Remo Passera, ad andarlo a prendere a Milano ed a riportarlo al termine delle conferenze, di notte, gratuitamente.

Ecco il testo: “… È fondamentale che possa partecipare con orgoglio e senza ostacoli alla celebrazione del 25 aprile. Ed è importante ricordare, accanto al ruolo delle truppe alleate che liberarono l’Italia, il carattere plurale della Resistenza. Che non è solo una «cosa di sinistra». Che fu fatta certo dai partigiani: comunisti, cattolici, monarchici, azionisti, socialisti, liberali; e tanti ragazzi senza bandiera, che non sapevano neppure cosa fossero i partiti, ma non volevano obbedire ai bandi Graziani e combattere per Hitler. (A Luino, noi ricordiamo i partigiani combattenti ancora in vita: Luigi Annoni, Ernesto Luini, Danilo Filius). Ma fu fatta anche dai civili. Dalle donne (ricordiamo Rosetta Merini Garibaldi). Dagli internati militari in Germania, che preferirono restare nei lager in condizioni disumane pur di non schierarsi con i tedeschi invasori. (A Luino, furono decine i nostri militari internati. Segnalo due esempi: Emilio Cipolla e Luciano Nosetti). Dai fucilati di Cefalonia. indico il tenente Armando Chirola, al quale è stata dedicata una piazzetta sul Lungolago). Dai soldati italiani che combatterono accanto agli Alleati. Dai carabinieri. (Il maresciallo Enrico Sibona di Maccagno) Dai sacerdoti. (don Piero Folli, don Natale Motta, don Paolo Balconi). Dalle suore (segnalo Suor Maria Servetti dell’Istituto Rosetum di Besozzo che ha aiutato decine di Ebrei). Dai contadini che nascosero e sfamarono gli antifascisti talora a prezzo della vita (la famiglia Merini – Garibaldi della Gera di Voldomino). E dagli ebrei. Era ebreo il più giovane partigiano d’Italia, forse d’Europa: Franco Cesana, caduto in combattimento prima di aver compiuto quattordici anni, e dopo aver scritto una lettera alla madre che resta tra i documenti più belli e più strazianti di quel tempo terribile. Non è vero che l’Anpi sia inutile. Anzi, può e deve custodire la memoria della Resistenza e trasmetterla alle nuove generazioni. Ma non può e non deve mettere quella memoria al servizio di cause anche legittime, magari anche giuste, ma che con la Resistenza non c’entrano nulla, e dividono anziché unire. Quante volte «Bella ciao» è stata cantata a sproposito. Invece, nel rispetto dei caduti dell’altra parte, i valori della libertà, dell’antifascismo, della lotta all’antisemitismo dovrebbero essere patrimonio dell’intera nazione”.

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