27 Marzo 2017

Pensione anticipata, si accorciano i tempi della riforma. Ecco le novità

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Si accorciano i tempi per i decreti attuativi della riforma previdenziale. Dopo il confronto del governo con i sindacati, i decreti dovrebbero essere varati a breve per delineare l’Ape e l’Ape social, misure che dovrebbero essere attivate a partire dal primo maggio prossimo e che consentiranno ad alcune categorie di lavoratori di andare in pensioni 3 anni e 7 mesi prima della scadenza.

Inps, la prestazione di disoccupazione Dis-Coll non è stata oggetto di proroga

(Foto © notiziefree.it)

Pensione anticipata, si accorciano i tempi della riforma. Ecco le novità. Per presentare le istanze di accesso, la data dovrebbe essere fissata tra il primo maggio e il 30 giugno 2017 per la prima tranche, mentre dopo essere stati registrati presso il consiglio di Stato e la Corte dei Conti, i decreti attuativi saranno pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale. Tuttavia, il confronto tra governo e sindacati al momento non sembra aver trovato una soluzione a due dei principali nodi dell’accesso al pensionamento anticipato. Il primo, che i sindacati vorrebbero correggere, riguarda i lavorati addetti alle cosiddette attività gravose, (unità composta da 11 attività, che potrà andare in pensione con 41 anni di contributi e 12 mesi di lavoro effettuato prima dei 19 anni) che prima del pensionamento agevolato devono aver maturato 6 anni di attività continuativa. Il secondo nodo da sciogliere è invece quello che prevede l’esclusione dall’Ape social di quei lavoratori cessati da un contratto a termine, senza perciò essere stati licenziati o che abbiano da tempo terminato la Naspi o la mobilità.

Le richieste dei sindacati. Tra le richieste avanzate dai sindacati, che avevano chiesto delle modifiche ad hoc per ampliare la platea dei lavoratori coinvolti, ma che non sono state accolte, anche la possibilità di introdurre una franchigia di 24 mesi con cui calcolare la continuità lavorativa. Stesso discorso vale per l’inclusione di lavoratori cessati naturalmente da un contratto a termine e i disoccupati di lunga durata che sono decaduti dalla Naspi da tempo. Per quanto riguarda il tasso annuo nominale (Tan) previsto dalle banche che aderiranno alla convenzione con l’Inps, questo dovrebbe essere fissato al 2,75%. Inoltre, con il rateo annuo il pensionato non potrà superare il 30% della sua pensione. Anche la pensione stessa non potrà essere inferiore a circa 700 euro al mese. Importante l’apertura concessa dal governo alla misura che consente l’accesso all’Ape social ai lavoratori che abbiano esaurito la Naspi da tre mesi o che, pur essendo stati riutilizzati in lavori a termine, non sono ancora decaduti dalla Naspi. Di questo si discuterà comunque in un proseguo del confronto necessario per ‘monitorare’ l’andamento dell’Ape social e far confluire eventuali correzioni o modifiche nella prossima legge di stabilità 2018. (ADNKRONOS)

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