19 Marzo 2017

Luino, un viaggio con Silvio Raffo nell’adolescenza come momento importante per la vita

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“L’adolescenza come momento importante per la vita”. Questo il tema trattato dal breve romanzo inedito scritto da Silvio Raffo all’età di 18 anni, “Mio padre René”, pubblicato da poco, che è stato presentato ieri pomeriggio in Biblioteca a Luino. Introdotto da Gloria Marigo, lo scrittore ha trasportato i presenti parlando a lungo della sua esperienza, del suo libro e del rapporto con la vita e la cultura.

Luino, un viaggio con Silvio Raffo nell’adolescenza come momento importante per la vita. Un interessante pomeriggio quello di ieri in Biblioteca a Luino, dove Silvio Raffo ha presentato il suo romanzo d’esordio intitolato “Mio padre René”. L’incontro è stato introdotto da Gloria Marigo, che ha ringraziato l’assessorato alla Cultura ed il comune di Luino per l’organizzazione: “Spesso i giovani non sono consapevoli delle burrasche che stanno attraversando. Nel romanzo accanto a queste dinamiche si può vedere una certa capacità di osservazione e questa caratteristica è importantissima perchè dimostra come l’adolescenza sia spesso problematica. Il protagonista del libro è un giovane uomo, attento a quello che succede, che lo spinge a cercare risposte con uno sguardo innocente. Un romanzo notevole sull’adolescenza, che tratta il tema con uno sguardo differente, grazie a quella limpidezza che permette di analizzare ciò che accade in un modo libero da pregiudizi”.

A prendere la parola, poi, è stato proprio lo scrittore, Silvio Raffo. “Nell’età dell’adolescenza – spiega Raffo – sembra che tutto sia imperfetto. Proprio per questo nei miei testi la presenza di un giovane è costante. C’è una dimensione psicologica incline al sogno, quello che viviamo la prima volta, che ha un ardore e che si spegne da adulti. Sandrino, il protagonista del libro, è un modello di persona complessa e non è fortunato perchè intorno a lui vi sono adulti altrettanto complessi. Nella mia vita non ho avuto un percorso normale, ho avuto una madre originale e un’insegnante simile… queste persone mi hanno insegnato che la cosa più importante e preziosa nella vita è quella di essere sempre sé stessi, non solo a parole. Non ho mai giocato con i miei coetanei, mi sembravano degli imbecilli, leggevo e scrivevo, scrivevo e leggevo. Gli anni dell’adolescenza sono stati ricchi di queste emozioni e avventure e il cinema ha costituito un elemento fondamentale. Vedevo film quasi ogni giorno, soprattutto i gialli, mi hanno affascinato, così come i misteri. Se non vi sono misteri, infatti, le storie non mi interessano. Nei miei racconti non trovate luoghi comuni, a me interessa la psiche di personaggi particolari, turbati, che cercano di costruire un rapporto con un adulto, che potrebbe portare a qualcosa di meraviglioso o un disastro, le vie di mezzo non mi interessano. Mi piace il paranormale, il normale è noioso, ci sono situazioni nei miei libri che hanno a che fare con la visione”.

Le parole di Raffo su “Mio padre Renè”. “E’ stato il primo romanzo, scritto a 18 anni e mezzo e rispecchia in parte qualcosa di reale. La zia e il nonno sono reali. Sandrino, che deve convivere con una patologia ai polmoni, ha un’intelligenza straordinaria ed è in grado di capire gli altri. E’ anche l’unico dotato di cervello in una famiglia sgangherata: la mamma lo ha avuto in un incontro divertente con questo Renè che anche da grande, quando tornerà nella vita del figlio, riconfermerà la sua irresponsabilità. Sandrino è dotato di sensibilità ed intelletto, è uno di questi soggetti particolari, al quale gli è stato dato in sorte il compito di provvedere ad una famiglia di irresponsabili. Una prova da superare. Sono forti i temi della ribellione e del desiderio di fuga. La crescita che dura fino all’ultimo giorno della vita passa attraverso le esperienze forti, che non sono né il sesso, né la droga. A me non interessa scrivere di argomenti che sentiamo tutti i giorni. I grandi scrittori hanno sempre parlato di ciò che l’amore gli dettava dentro. “Quando amor mi ispira noto”, citando Dante. Ormai il libro è un mezzo di consumo, come un dentifricio. La letteratura è un’esigenza profonda che nasce dai fantasmi dello scrittore, per me è la stessa cosa”.

Uno scrittore Silvio Raffo, diviso tra prosa e poesia, in cui è solo l’ispirazione a incidere nella sua scrittura che costituisce, anzitutto, un’occasione per conoscersi meglio ed affrontare temi cari della propria vita. Così, tra esperienze e riflessioni, non resta che lasciarsi trasportare in un’avventura che affronta imprevisti, misteri e tante domande a cui, almeno da adolescenti, è difficile darsi una risposta. Anche su questi temi si sviluppa il romanzo d’esordio “Mio padre Renè”.

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