Una pratica educativa innovativa quella presentata da “Il Covo dei Bimbi”, una realtà che, nata nel settembre 2013 ancora oggi prosegue il suo cammino nei comuni di Maccagno con Pino e Veddasca e Luino, portando avanti un progetto all’avanguardia nell’ambito dell’educazione. Un mix vincente quello, capace di combinare l’asilo tradizionale con l’espressività e l’attitudine di ogni bambino. Ecco i dettagli di cui si compone il progetto.
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“Il Covo dei Bimbi”: l’innovativa combinazione tra asilo tradizionale ed espressività dei bambini. Un orientamento pedagogico alternativo quello che dal settembre 2013, all’asilo nido “Il Covo dei Bimbi”, combina l’asilo tradizionale con l’espressività e l’attitudine di ogni bambino. Il progetto nasce nell’ex scuola elementare di Pino Lago Maggiore e, successivamente, nel 2016 anche a Luino come Nido Famiglia “Il Covo dei Piccoli”. Un’offerta pedagogica nuova quella delle educatrici che instaurano fin da subito un buon rapporto lavorativo e ben presto si trovano a sperimentare una pratica educativa improntata sui bambini nella fascia d’età 0/3 anni. L’obiettivo perseguito, che diventa fulcro dal quale scaturiscono le attività proposte, si fonda sulla necessità di crescere persone capaci di vivere in armonia e serene con loro stesse e con il mondo. Per il raggiungimento di questa capacità è necessario dare libero sfogo alla creatività e alla fantasia del singolo bambino, che attraverso questa modalità sarà messo nella condizione di esprimere il proprio potenziale e le sue sfaccettate declinazioni. Per il raggiungimento del secondo obiettivo, invece, ovvero la capacità di vivere serenamente all’interno del mondo, è opportuno applicare il rispetto di regole che, interiorizzate e fatte proprie, consentano al bambino di inserirsi serenamente nella società.
Per mettere in atto questa priorità, le educatrici de “Il Covo dei Bimbi” alternano attività creative in totale libertà, in cui ogni singolo bambino è libero di muoversi ed esprimersi sentendosi in pace con sé stesso, senza limiti comportamentali ed espressivi ad attività svolte sotto la guida e l’osservazione dell’educatore, basate su regole che permettano al bambino di compensare la propria innata espressività inserendola in un’ottica educativa consona alla società in cui si troverà a vivere e relazionarsi. Così facendo, viene offerta al bambino la libertà di sperimentare e scegliere l’attività che preferisce, sviluppando quelle che sono le proprie attitudini, senza perdere di vista le necessarie regole che disciplinano vivere comune impone.
Metodi di applicazione della pratica educativa. Diverse sono le modalità attraverso cui è possibile mettere in atto questo metodo educativo capace di combinare la libera espressione del bambino a quelle che sono invece le restrizioni imposte dalla presenza dell’altro. “Altro” inteso come contesto sociale alle cui regole è necessario rifarsi. Una delle modalità attraverso cui la pratica descritta viene messa in atto è quella di mettere a disposizione del bambino la materia prima, attribuendole un significato con la guida dell’educatrice e lasciando il bambino libero di sperimentare e di scoprire la materia stessa. A supporto di tale pratica educativa esiste un’organizzazione giornaliera, che trova nelle fasce d’età a cui appartengono i bambini delle preziose alleate. Le classi sono, infatti, di età mista durante tutto il corso della giornata, così che i bimbi più grandi possano essere uno stimolo e una fonte di osservazione per i bimbi più piccoli e allo stesso tempo i bimbi più piccoli possano offrire ai grandi un modello di relazione e di affettività differente rispetto a quella “fra pari”. Ciò nonostante la relazione “fra pari” e dunque tra coetanei, rimane di grande importanza e anche essa viene favorita e differenziata mediante obiettivi di sviluppo inerenti alle diverse fasce d’età. L’unico momento della giornata in cui le classi vengono separate è durante lo svolgimento di attività definite “strutturate” e soggette a consegne precise, proprio per sollecitare l’esigenza espressa prima, ossia quella di favorire esperienze educative costituite da regole. Il percorso di sviluppo viene fornito dalle educatrici mediante un programma didattico prestabilito, costituto da i due principi cardine sopra descritti. Tutto ciò lasciando ai bambini libertà di azione e pensiero, con tempistiche e modalità di sviluppo/crescita differenti per ogni singolo bambino.
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