Problemi riguardanti i servizi, il personale, le prestazioni da garantire, ma anche la struttura in sé e i rapporti con istituzioni ed università, per provare a migliorare la situazione e dar maggior vigore alle scelte della dirigenza sanitaria e di Regione Lombardia, ad oltre un anno dall’approvazione socio-sanitaria. Di tutto questo si è parlato stamane presso la sede del Pd di Luino, dove a cornice della conferenza stampa del segretario lombardo del Pd e consigliere regionale, Alessandro Alfieri, sono intervenuti molti amministratori locali e medici.

Ospedale di Luino, Alfieri: “Tante criticità, migliorare il dialogo con sindaci e Università”. Dopo tanti incontri nei nosocomi della provincia di Varese, oggi il tour di Alessandro Alfieri, consigliere regionale e segretario lombardo del Pd, ha fatto tappa presso l’ospedale di Luino. Qui, insieme ai consiglieri comunali Enrica Nogara e Giovanni Petrotta, si è confrontato con i dirigenti sanitari, il personale medico e il dg dell’ASST dei Sette Laghi. A margine della visita presso la struttura luinese, Alfieri ha tenuto una conferenza stampa presso la sede Pd di Luino, dove si è confrontato con numerosi amministratori locali. Diversi i punti approfonditi, partendo da un quadro generale della sanità lombarda, anche in relazione al rapporto tra pubblico e privato.
“Sarebbe necessario un cambio culturale, prima che politico – esordisce Alfieri -, nel rapporto tra Sanità, territorio e amministratori locali. Da sempre ci battiamo per un maggior coinvolgimento dei sindaci, per il bene di tutti i presidi. La conferenza dei sindaci inserita nel confronto con l’ATS è un primo passo, ma non basta. I sindaci devono guidare le proprie comunità, devono essere preoccupati per gli ospedali dei loro paesi e devono ricoprire un ruolo attivo per spiegare a chi di dovere quale possa essere la vocazione dell’ospedale e quali i bisogni dei cittadini. Quella di Luino è una zona di frontiera e i collegamenti con la struttura di alto livello di Varese sono difficoltosi. E’ importante migliorare alcuni servizi riguardanti la riabilitazione, la cronicità e l’assistenza domiciliare, spesso lasciata in mano a medici zelanti e che sempre più è affidata ai privati. E’ da sempre una nostra battaglia, rendere la sanità pubblica fruibile al pari dei privati, nonostante le normative favoriscano le strutture convenzionate. In secondo luogo, serve un salto di qualità nel rapporto tra gli ospedali periferici e Varese, implementando la forte e virtuosa collaborazione con l’università dell’Insubria. I giovani specializzandi possono fare un’esperienza di tutto rispetto nei nostri ospedali, è questa la nostra sfida, senza alzare muri legati alle professionalità. Le criticità da migliorare, invece, sono quelle legate al Pronto Soccorso, per renderlo sempre più un punto di riferimento e di rassicurazione per i cittadini di tutta la comunità. Gli amministratori locali non devono fare guerre campanilistiche tra Cittiglio e Luino, anche in relazione all’ortopedia. Bisogna dividersi le specializzazioni per dare una risposta concreta al territorio con il massimo delle professionalità. Anche il tema dei dializzati è ricorrente in tutte le strutture, sia per i servizi erogati, con pochi nefrologi a disposizione e l’accesso agli ospedali stessi. Questo tour mi ha permesso di incontrare tante persone che ci hanno raccontato i loro drammi personali sotto ogni punto di vista. Uno di questi è anche quello relativo ai malati terminali con gli hospice: se la struttura ‘Sulle Ali Varese’ è gestita bene, ci sarebbe la possibilità di avere dei distaccamenti, anche qui a Luino, per garantire un’assistenza adeguata a pazienti e alle loro famiglie. Queste battaglie vengono fatte quotidianamente da noi, come Pd lombardo, ma non devono avere colore politico, ma semplicemente il bene e le esigenze di tutto il territorio”.

Gli interventi degli amministratori e degli esperti del settore.Dopo il primo intervento di Alfieri tante le testimonianze degli amministratori, dei medici e dei cittadini seduti tra il pubblico. A chiedere spiegazioni e a dare suggerimenti sono stati il presidente del Comitato Pro Ospedale di Luino, il dottor Sergio Moalli, il sindaco di Maccagno con Pino e Veddasca, Fabio Passera, il sindaco di Brissago Valtravaglia, Giusy Giordano, la consigliera comunale Enrica Nogara, il dottor e capogruppo de “L’Altra Luino”, Franco Compagnoni, e l’attivista grillino Luca Pandolfi. Tanti i temi approfonditi, con un unico fil rouge, vale a dire quello di condividere le decisioni dell’ATS in base alle esigenze, ai bisogni e alle istanze di tutta la comunità e del personale medico. Il sindaco Passera ha voluto esprimere le proprie critiche a Regione Lombardia, per la mancanza di chiarezza e di programmazione dopo l’attuazione dell’approvazione della riforma sanitaria. Dello stesso parere anche il sindaco Giusy Giordano, che come cittadina e sindaco, ha evidenziato la grande confusione che si è innescata dopo l’applicazione di questa legge, soprattutto in riferimento alla cronicità, dove i pazienti non sono presi in considerazione. I posti letto presenti a Luino, secondo Giordano, sono utilizzati in modo sbagliato e si chiede: “A cosa serve una legge se non applica le norme che contempla la riforma, senza raggiungere i risultati voluti? Non vedo nessun tipo di razionalizzazione, come doveva invece avvenire, anzi sembra ci sia poco interesse nel far funzionare al meglio l’Ospedale di Luino. Non ci servono dirigenti e politici stipendiati 200mila euro all’anno, ma ci servono soldi per il territorio e per i servizi da garantire a tutti.”. Qualcun altro ha criticato duramente la mancanza di lungimiranza, evidenziata con le potenziali chiusure che interessavano Angera e Cittiglio, salvo poi tornare sui propri passi dopo la grande mobilitazione della popolazione. La consigliera Nogara ha voluto esprimere il proprio disappunto sull’ottimizzazione degli spazi, con un quinto piano finito ed attrezzato, che potrebbe risolvere il problema dei malati cronici che occupano 12-15 posti in medicina, creando una mini-geriatria, mentre alcuni problemi al tetto non permettono l’utilizzo. Un altro problema è quello del consultorio per i bisogni di donne in gravidanze o che hanno appena partorito. Altri, come il dottor Compagnoni, hanno sottolineato quanto alcuni investimenti, come i 750mila euro destinati alla cucina e i diversi milioni di euro spesi per la centralizzazione del riscaldamento. Fondi che, secondo il medico luinese, si sarebbero potuti spendere in maniera diversa, destinandoli almeno a servizi e necessità di primaria importanza, soprattutto in riferimento al personale, tra Pronto Soccorso, dialisi e altri reparti. Compagnoni torna a sollevare anche la questione legata al Monsignor Comi, in riferimento, oltre al contenzioso datato, anche la diatriba con l’azienda sanitaria per un terreno presente nei pressi della struttura, tra proprietà dell’azienda sanitaria e comunale, e la convenzione tra ATS e Comi che prevedeva sei posti letto per malati terminali. Gli interventi dal pubblico sono stati chiusi dall’attivista grillino Luca Pandolfi, che chiede ad Alfieri una maggior presa di posizione del Pd lombardo sulle normative che regolano i rapporti tra sanità pubblica e privata, con aspetti contrattuali troppo differenti che favoriscono i secondi.
A chiudere la conferenza Alessandro Alfieri che ha espresso la propria gratitudine ai presenti, per le istanze presentate e le richieste da presentare in consiglio regionale. “Come Pd insisteremo nel portare la sanità pubblica ad essere concorrenziale nei confronti dei privati, senza spinte ideologiche, ma lavorando per il bene del territorio e di tutta la comunità. Dovremmo tenere alta la guardia su due parallele fondamentali: l’organizzazione di tutta l’ATS e la cura delle persone, esigendo un miglioramento. Questa è la nostra posizione. Gli ospedali periferici sono fondamentali e non devono essere in nessun modo un ricettacolo di cause perse. Dobbiamo trarre insegnamento dagli errori del passato, per fare in modo che ogni nosocomio abbia le proprie specialità e rimangano punti di riferimento per i cittadini”.
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