7 Marzo 2017

Ultras Atalanta: spacciatori, cocaina e violenza allo stadio. Oltre venti arresti

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Ultras dell’Atalanta e spacciatori. Dalle indagini – condotte dalla Squadra mobile di Bergamo e dallo Sco della Polizia di Stato – è emerso che il gruppo, in prevalenza ultras nerazzurri, prima di assistere alla partita, acquistava e assumeva cocaina nei pressi o anche dentro lo stadio, incappucciandosi poi per compiere azioni violente.

(Foto © TUTTOCURVE)

Ultras Atalanta: spacciatori, cocaina e violenza allo stadio. Oltre venti arresti. Nella provincia di Bergamo è in corso una vasta operazione della polizia, che sta eseguendo una serie di misure cautelari “nei confronti di numerosi soggetti italiani e stranieri ritenuti responsabili, a vario titolo, di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, rapina e resistenza a pubblico ufficiale. Le indagini, avviate nel settembre 2015 e condotte dai poliziotti della squadra mobile bergamasca e dello Sco, hanno consentito di acquisire gravi elementi indiziari a carico di un gruppo di italiani, nonché di un cittadino albanese e di uno serbo, in prevalenza ultras dell’Atalanta, dediti alla cessione di ingenti quantitativi di droga, anche tra i tifosi della stessa tifoseria”.

Le indagini. Dalle indagini, inoltre, è emerso che “gli ultras atalantini, prima di assistere alla partita, acquistavano e assumevano sostanze stupefacenti, soprattutto cocaina, nei pressi dello stadio o addirittura al suo interno, incappucciandosi per poi compiere azioni violente. Circostanza che, peraltro, è stata accertata anche prima dei tafferugli avvenuti nel gennaio 2016 nel centro di Bergamo dopo la partita contro l’Inter, che ha portato a contestare anche il reato di resistenza a pubblico ufficiale, riconducibile a condotte violente, al termine dell’incontro di calcio”.

Sono 26 i soggetti sottoposti a misure cautelari, ritenuti responsabili, a vario titolo, di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, rapina e resistenza a pubblico ufficiale. L’operazione ‘Mai una gioia’ prende il nome dallo slang e dal linguaggio in codice tipico usato dagli arrestati, i quali erano soliti ripetere come un mantra la frase ‘mai una gioia’, riportata anche in uno striscione in curva”. (ADNKRONOS)

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