28 Febbraio 2017

Suicidio assistito: boom in Canton Ticino nel 2016, 50 i cittadini italiani andati a morire

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Il caso di Dj Fabo, che ha deciso di morire ieri in Svizzera, ha riaperto una questione molto sentita e dibattuta, come quella dell’eutanasia e del suicidio assistito. Le autorità ticinesi hanno scoperto che il territorio appena oltre confine sta diventando meta di chi cerca la morte per suicidio assistito. Nel 2016 in Canton Ticino ben cinquanta italiani hanno deciso di andare a morire. I dati sono stati raccolti da Exit Italia.

(avvenire.it)

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Suicidio assistito: boom in Canton Ticino nel 2016, 50 i cittadini italiani andati a morire. Cinquanta italiani, nel 2016, sono andati a morire in Svizzera come Dj Fabo, “morto dignitosamente, ma in esilio, perché questo Paese ci obbliga a morire lontano dagli affetti più cari”. A snocciolare il dato è Emilio Coveri, presidente di Exit Italia (Associazione italiana per il diritto a una morte dignitosa), che commenta così all’AdnKronos Salute la vicenda del giovane deejay, che si è sottoposto in Svizzera a suicidio assistito.

Sono “90 al mese i cittadini italiani – ricorda Coveri – che chiamano l’associazione Exit Italia per chiedere di avere informazioni su come ottenere il suicidio assistito in Svizzera. E mi è capitato anche di ricevere due richieste per pazienti minorenni, da parte di genitori disperati. Naturalmente, per loro non abbiamo potuto fare nulla”. Secondo l’esperto, “il numero di coloro che chiedono il nostro aiuto è in aumento e si tratta nel 20-30% dei casi di malati psichici: situazioni che nemmeno la Svizzera riesce ad affrontare bene, perché è davvero difficile capire malattie di questo tipo. Lo stesso problema si presenta per i minori, per i quali la ‘dolce morte’ non è consentita oltre confine”. “A giudicare dalla crescita vertiginosa delle chiamate che riceviamo – sottolinea Coveri – è davvero urgente una legge anche in Italia, un Paese che obbliga ancora oggi a morire in esilio. Ma non credo che verrà fuori una buona legge e chi potrà permettersi di pagare continuerà ad andare in Svizzera per morire dignitosamente”.

Come ricorda il quotidiano RSI.ch, però, in Svizzera l’eutanasia attiva è vietata, è autorizzato solo il suicidio assistito. Eutanasia attiva: il decesso è provocato dalla somministrazione di un farmaco da parte di una terza persona. Eutanasia passiva: la morte è causata dall’interruzione di un trattamento che mantiene in vita il paziente. Suicidio assistito: la persona che vuole morire riceve un’assistenza medica, psicologica, amministrativa, ma è lei stessa ad assumere il prodotto che mette fine alle sue sofferenze

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