Venerdì sera, dalle ore 20.30, presso l’ex Colonia elioterapica, Carlo Buldrini racconterà la sua esperienza raccolta nel libro “Lontano dal Tibet – Storie da una nazione in esilio”. La serata, ad ingresso libero, è stata organizzata da “Luino Yoga”, insieme alla “Banca del Tempo”, l’A.Ge.Va., gli Amici del Liceo di Luino, l’associazione Costruttori di Pace, la Croce Rossa – Comitato di Luino e la Tipografia Reggiani di Brezzo, con il patrocinio del comune di Germignaga.
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Germignaga, venerdì Carlo Buldrini presenterà il suo libro “Lontano dal Tibet”. Una serata per scoprire il Tibet e la sua storia, grazie al libro “Lontano dal Tibet – Storie da una nazione in esilio”, che verrà presentato direttamente dallo scrittore Carlo Buldrini. Ad ospitare l’incontro sarà l’ex Colonia elioterapica di Germignaga, venerdì sera, 3 marzo, a partire dalle ore 20.30. Il 7 ottobre 1950, 40.000 uomini dell’Esercito Popolare di liberazione cinese attaccarono da otto direzioni diverse la città di Chamdo, nel Tibet orientale. Il piccolo esercito del Paese delle Nevi (8.000) unità venne sbaragliato. È l’inizio dell’occupazione militare del Tibet da parte della Repubblica Popolare Cinese che dura tutt’ora. Dopo la fallita insurrezione di Lhasa (marzo 1959), il Dalai Lama abbandona il paese e trova rifugio in India. Nella quasi totale assenza di attenzione da parte del mondo occidentale, il Tibet, un paese dalla cultura millenaria, è stato prima invaso dalla Cina di Mao Zedong e poi, attraverso decenni di oppressione, assimilato alla Repubblica Popolare Cinese.
La cultura tibetana è sistematicamente distrutta. Durante la Rivoluzione Culturale, templi e monasteri vennero fatti saltare in aria con la dinamite. Ancora oggi questa distruzione continua. I tibetani sono diventati minoranza nella loro stessa terra. Possedere una bandiera del Tibet indipendente o una fotografia del Dalai Lama, vuole dire arresti e torture. Centocinquantatré tibetani, monaci e laici, si sono bruciati vivi per chiedere la libertà del loro paese.
Carlo Buldrini ha vissuto più di trent’anni in India dove è stato in stretto contatto con la comunità tibetana in esilio. Ci racconta la dura vita di questi rifugiati e il loro tentativo di far sopravvivere la loro cultura e la loro religione fuori dal loro paese. Ci parla della politica della nonviolenza di Tenzin Gyatso, il XIV Dalai Lama, che gli è valsa, nel 1989, il Premio Nobel per la Pace. Ci dice dell’enorme responsabilità che il mondo intero ha nei confronti della causa tibetana. Carlo Buldrini si è laureato in architettura nel 1970 presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia. Ha poi vissuto per più di trent’anni in India dove è stato addetto reggente dell’Istituto Italiano di Cultura di New Delhi. Nell’anno accademico 2001-2002 ha insegnato presso la Jamia Millia Islamia, l’università islamica di Delhi.
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