19 Febbraio 2017

Assemblea Pd, Renzi: “Peggio della scissione c’è solo il ricatto”. La diretta video

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“Fermiamoci e ripartiamo, la scissione non ha senso”. E’ il messaggio di Matteo Renzi all’assemblea del Pd che va, però, anche all’attacco: “Scissione è una brutta parola, ma peggiore c’è solo ricatto. Non è accettabile che si blocchi un partito sulla base di un diktat di una minoranza”. Nel suo discorso il segretario del Pd ha sottolineato che il partito sta facendo “un regalo” a Beppe Grillo discutendo “solo di se stesso”. Ha ribadito la volontà di andare a congresso, ma anche il sostegno al governo Gentiloni.


Assemblea Pd, Renzi: “Peggio della scissione c’è solo il ricatto”. La diretta video. Fermiamoci e rispettiamoci. Si discuta oggi, poi ripartiamo perché “peggio della scissione c’è solo il ricatto”. Dal palco dell’hotel del Parco dei Principi, Matteo Renzi dice “no ai diktat della minoranza” e invita a “capire se c’è spazio per immaginare un domani, perché fuori di qui ci stanno prendendo per matti”. Il segretario, formalizzando le dimissioni, aggiunge che “non si può chiedere a una persona di non candidarsi perché solo questo evita scissione. Avete il diritto di sconfiggerci, non di eliminarci”. A chi in questi tre anni “ha pensato si stava meglio quando si stava peggio, non dico che siamo nemici e neanche avversari, ma dico mettetevi in gioco, non continuate solo a lamentarvi e non potete chiedere a chi si dimette di non candidarsi perché è l’unico strumento con cui si evita la scissione. Non è una regola del gioco democratico” ribadisce. “La nostra responsabilità – aggiunge – è innanzitutto verso il Paese: adesso basta, si discuta e poi ci si rimetta in cammino, spero insieme, ma non si può continuare a stare fermi e a discutere al nostro interno”.

Si va avanti per Paese e nostri figli. “Si va avanti per il Paese – dice Renzi -, perché ce lo chiedono i nostri figli, per rispetto dei volontari, di chi aspetta una risposta concreto dal governo e dal partito che non è il partito dei petrolieri, ma un partito che ha voglia di giustizia e uguaglianza e che, se ha deciso di cambiare, lo fa perché lo dicono gli iscritti non i dirigenti”.

Nessuno ha copyright parola sinistra. “Io non accetto che ci sia qualcuno che abbia il copyright della parola sinistra” dice Renzi, aggiungendo di aver cercato da “due mesi e mezzo” di “accogliere le proposte degli altri per andare insieme”. “Anche se non canto Bandiera rossa e non parlo rivoluzione socialista il Pd ha un futuro che non è quello che altri immaginano”. “E’ molto più di sinistra quello che in questi anni ha fatto Teresa Bellanova, con l’attenzione per gli ultimi”.

Il Congresso. “Non possiamo difendere principi democratici se non li applichiamo. Il Congresso è l’alternativa al modello Casaleggio o Arcore. Se non lo facciamo diventiamo come gli altri” aggiunge il segretario del Pd. “Con Prodi e con Veltroni ci sono stati momenti analoghi, in cui si è immaginato di bloccare percorso di crescita del Pd, io vorrei chiedervi di andare avanti”.

Regalo a M5S. “Verrebbe da dire: ‘Beppe che bel regalo ti stiamo facendo…'”, dice Renzi, dai 5 stelle arriva una “pessima immagine del governo della cosa pubblica, ma non lo stiamo vedendo perché parliamo solo di noi”.

Referendum. “C’è una frattura forte nella politica e nella società italiana, c’è un prima e un dopo il 4 dicembre” aggiunge. “E io ne sono responsabile: il referendum è stato una botta per tutto il sistema Paese e noi dobbiamo rimettere in moto il Paese”.

Potere appartiene ai cittadini. “Scontro di potere? E sicuramente c’è anche questo. Ma c’è qualcosa di più. A chi appartiene il potere nel Pd? Quando si definisce congresso il luogo della conta e non della democrazia, si nega uno di principi costitutivi del Pd. Se qualcuno è in dissenso, noi invitiamo tutti a stare dentro, questa è la casa di tutti, ma a condizione che non ci si organizzi per veti. Nel Pd il potere appartiene ai cittadini che vanno a votare alle primarie non ai caminetti e alle correnti”.

Orfini. “Secondo Statuto devo chiedervi se c’è una raccolta di firme a sostegno di una candidatura a segretario: se qualcuno si vuole candidare” ha detto il presidente del Pd Matteo Orfini, aprendo l’Assemblea del Pd. “Non ridete, è lo Statuto, capisco l’ilarità ma magari qualcuno vuol provarci, servono 117 firme di delegati. Altrimenti, ci sarà il Congresso”.

Emiliano. Poco prima il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano aveva detto: “Andiamo a sentire cosa dice il segretario e poi prendiamo la decisione necessaria”. (ADNKRONOS)

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