Abbiamo mai provato ad immaginare cosa significhi lasciare tutto quel che è stata la nostra vita sino a quel momento e partire per un viaggio dall’esito incerto armati di un solo bagaglio, ossia la speranza? Questo è quel che ha provato a raccontare Marcello Merletto nel film documentario “Wallah, je te jure”, prodotto dall’International Organisation for Migration, che, dopo la bella serata all’Auditorium di Maccagno a gennaio, sarà proiettato sabato sera, il 18 febbraio, a Porto Valtravaglia.
Porto Valtravaglia, “Wallah, je te jure”: una prospettiva differente sull’immigrazione. Abbiamo mai perso qualche istante a chiederci quale sia stato il trascorso di cui i migranti sono portatori e di cosa si compongono le realtà che si sono lasciati alle spalle intraprendendo questo viaggio dalla destinazione ignota e dall’esito incerto? Se ne parlerà sabato sera a Porto Valtravaglia, presso il Salone Colombo della Pro Loco, in piazza Imbarcadero. La serata, patrocinata dai comuni di Porto Valtravaglia e Germignaga è organizzata da A.ge.va, Associazione Genitori della Valtravaglia, con la collaborazione di numerose associazioni del territorio tra le quali la Pro Loco di Porto Valtravaglia, l’Acli di Castelveccana, GIM Terre di Lago, la Fondazione Asilo Mariuccia, InformaDSA Luino, la Croce Rossa di Luino, l’Istituto Comprensivo Statale di Germignaga, la Tipografia Reggiani di Brezzo e anche noi de “Lo Stivale Pensante”.
Il documentario di Marcello Merletto. Verrà proiettato il film documentario “Wallah, je te jure” che, dopo l’ottimo risultato della serata organizzata nel mese di gennaio all’Auditorium di Maccagno, proverà ancora una volta a gettare un raggio di luce sulle trame delle vite dei migranti di cui, di fatto, così poco si conosce. Un film che narra alcune esperienze di uomini e donne nei cosiddetti “viaggi della speranza”, attraverso le rotte migratorie sul Mediterraneo che dall’Africa occidentale portano all’Italia passando per il Niger. Il regista bustocco, Marcello Merletto, che sarà presente alla serata, ha effettuato venticinque interessanti e particolari interviste realizzate tra Niger, Senegal e Italia. Un viaggio, questo, nel quale emergono sfaccettature di vita decisamente interessanti, nonché testimonianze illuminanti.
L’invito è rivolto a tutti ed è basato sulla consapevolezza che guardare da vicino e provare a comprendere dinamiche, che troppo stesso restano estranee, è solo il primo e necessario passo.
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