12 Febbraio 2017

Germignaga, il malessere della società occidentale secondo Julían Carrón

Tempo medio di lettura: 3 minuti

(emmepi) Come affrontare il disagio e il vuoto di ideali che ci circonda, il senso di precarietà, la paura, l’incapacità legata al desiderio di dare una forma decisa al nostro convivere, in quest’epoca drammatica di cambiamento radicale?

Germignaga, il malessere della società occidentale secondo Julían Carrón

Fotografie © emmepi

Germignaga, il malessere della società occidentale secondo Julían Carrón. A queste domande si è cercato di dare una risposta venerdì 10 febbraio scorso, all’ex colonia elioterapica, durante la serata organizzata dal Centro Culturale S. Carlo Borromeo per presentare il libro “La bellezza disarmata” di Julián Carrón. Docente di Teologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, don Carrón fu chiamato da don Luigi Giussani a condividere con lui la responsabilità di guida del movimento di Comunione e Liberazione, di cui, dal 2005, è diventato Presidente. Relatori della serata il sindaco Marco Fazio, don Stefano Alberto, docente di Teologia all’Università Cattolica e il dottor Pietro Merlo, già Primario di Medicina dell’ospedale di Luino, moderati da Monica Scholz, docente di Lingua e cultura Italiana all’Università di Friburgo.

Il libro, che ha suscitato grande interesse e curiosità in tutto il mondo, contiene interventi che affrontano vari interrogativi, nati dalla riflessione che lo stesso Carrón fece poco dopo la strage nella redazione di Charlie Hebdo avvenuta nel gennaio 2015: “Ma noi cristiani crediamo ancora nella capacità della Fede che abbiamo ricevuto di esercitare un’attrattiva su coloro che incontriamo e nel fascino vincente della sua bellezza disarmata?”. Ecco allora il desiderio di un ritorno all’origine del senso della Fede, che l’Europa, nata sotto i valori cristiani di libertà e progresso, sta perdendo. Di fallimento dell’Illuminismo, dunque, ha parlato il dottor Pietro Merlo, il cui “imprinting fortemente religioso è tornato come nostalgia, rimorso, turbamento” dopo la lettura del libro: “Per tanti secoli siamo stati illuminati dal di fuori, poi è nata la convinzione che l’illuminazione venisse dal di dentro, creando una società in cui la ragione era tutto e poteva fare tutto e nella quale l’uomo aveva in sé tutta la capacità di essere artefice del suo destino”.

Ecco allora la contrapposizione: vivere in un mondo che si vorrebbe laico, ma pieno di valori e cose che hanno le loro radici nella Fede. Ma “La bellezza disarmata” è anche un libro pieno di speranza, perché guarda la realtà e il regno di Dio rappresenta un’esperienza concreta, con la quale dovremmo confrontarci. “È un libro fatto di pronomi: io e tu, da riscoprire nel confronto con il reale”. Ha spiegato Marco Fazio. “Tornare a confrontarci con la piccolezza del nostro io è importante, prima di metterci in relazione con l’altro: troppo spesso invece facciamo finta che questo Tu non esista, sia come cristiani che nel rapporto con il mondo laico”. Non poteva mancare, da parte del sindaco, la riflessione sull’“emergenza educativa” di cui si parla nel libro: “Se perdiamo di vista i ruoli, non può esserci vera educazione, ecco perché si chiama alla responsabilità del mondo adulto: padri, madri, insegnanti. Il rischio grosso che stiamo correndo è la preoccupazione di trasmettere solo nozioni, perdendo di vista l’educazione e l’opera che noi insegnanti dovremmo fare quotidianamente è trovare la ricerca di un significato, che va ben oltre la trasmissione di contenuti”.

Marco Fazio ha posto l’accento anche sulla violenza del linguaggio e l’assenza di dialogo che caratterizzano i rapporti tra le diverse componenti politiche della nostra società, che limitano fortemente un confronto vivo e costruttivo fra le differenti correnti di pensiero: “Ho accettato l’invito dell’Associazione S. Carlo Borromeo perché se continuiamo a parlare solo con chi la pensa come noi, non progrediamo nella conoscenza dell’altro. Smettiamo di pensare che i valori cristiani appartengano a una sola squadra. Essere cristiani in politica significa essere presenza significativa, una presenza che cambia”.

Al teologo Stefano Alberto il compito di entrare profondamente nel significato del termine bellezza disarmata. “Il tentativo di rispondere con la violenza agli atti di terrorismo che stanno insanguinando l’Europa è forte. Noi cristiani crediamo ancora nell’attrattiva della bellezza disarmata della Fede? Le fondamenta illuministe sono sopravvissute a tutto, ma oggi stiamo assistendo al loro collasso. Per questo motivo dobbiamo trovare nuove basi per la convivenza, perché il tasso di’intolleranza, risentimento, rabbia stanno provocando il caos. È possibile un nuovo inizio o preferiamo continuare a vivere coltivando l’illusione che la generazione che ha vissuto gli antichi valori non riesca più a comunicare con quella successiva?”

L’Occidente si sta forse sottomettendo all’Islam perché si è stancato della libertà? La sfida dunque appare proprio questa: continuare a difendere un mondo finito o accettare la sfida di un nuovo inizio? In questo senso il contributo che può offrire il cristianesimo, come serbatoio di valori, è proprio questo: l’altro, il diverso, non sono nemici, in quanto “i problemi non li creano gli altri, ma gli altri ci rendono coscienti dei nostri problemi”. Allora, il primo passo appare proprio questo: guardare in faccia i problemi e riscoprire il significato del Cristianesimo, perché “nessuno può stare in piedi, avere un rapporto costruttivo con la realtà, senza qualcosa per cui valga la pena vivere”.

Vuoi lasciare un commento? | 0

I commenti sono chiusi.

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127