4 Febbraio 2017

Buon compleanno Maccagno con Pino e Veddasca, Passera: “Ora la sfida è la Forcora”

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A tre anni di distanza dalla fusione di Maccagno con Pino e Veddasca, vogliamo oggi fare il punto della situazione con il sindaco Fabio Passera, che siamo andati ad intervistare e che ci ha raccontato il suo paese. “Un buon compleanno a tutti i cittadini, con l’augurio di continuare a costruire qualcosa di bello ed importante”.

(Foto © Marina Perozzi)

(Foto © Marina Perozzi)

Buon compleanno Maccagno con Pino e Veddasca, Passera: “Ora la sfida è la Forcora”. Oggi, 4 febbraio, il comune di Maccagno con Pino e Veddasca spegne la sua terza candelina da quando i cittadini decretarono la volontà di fondere i tre comuni. Erano tante, allora, le speranze degli amministratori e oggi a tre anni di distanza la situazione in paese, sebbene per alcuni aspetti è rimasta immutata, per altri invece, parrebbe essere migliorata, sopratutto per quanto concerne la pressione fiscale di Pino e Veddasca. Noi siamo andati ad intervistare il sindaco, Fabio Passera, che ci ha raccontato la situazione attuale di uno dei comuni più grandi della provincia e ci ha confessato quali sono sogni e sfide future.

Dal 4 febbraio al 25 maggio 2014. Era stato il 54% dei cittadini di Maccagno, Pino sulla Sponda del Lago Maggiore e Veddasca a decretare il via alla fusione. Se nei primi due comuni la vittoria era arrivata per una manciata di voti, in Veddasca è stata stragrande la maggioranza del “sì”. Quasi 2600 gli abitanti che attualmente si identificano in un solo paese, appunto Maccagno con Pino e Veddasca. Due mesi dopo il referendum consultivo approvato dalla popolazione, il Prefetto di Varese Giorgio Zanzi aveva inviato quale primo commissario straordinario Pasqualina Ferra, in carica fino alle elezioni del 25 maggio successivo, con l’insediamento dell’attuale amministrazione Passera.

Cosa è cambiato in questi primi tre anni sindaco Passera?

E’ cambiata certamente la consapevolezza, ora lo siamo maggiormente. Quando siamo partiti per quest’avventura tre anni fa avevamo in mente tanti progetti e tante speranze, ma senza certezze. Oggi possiamo dire che alcune certezze sono arrivate: il contributo dello Stato non solo è stato vero e tangibile, ma anche importante, con ben 450mila euro di trasferimenti. A partire da quest’anno immaginiamo possa diminuire visto il più alto numero di comuni fusi, ma è innegabile che gli aspetti positivi siano maggiori. Abbiamo più flessibilità nel muoverci e spendere i soldi per il bene della cittadinanza.

Qual è stato il passo più importante per avviare il processo di fusione?

L’aver avuto intuito, non era scontato unire in un comune più grande tre comunità diverse tra loro. Abbiamo avuto coraggio e siamo riusciti a concretizzare un progetto non semplice da gestire. Insieme, ora, il sogno si sta avverando, ma è solo l’inizio. Il nostro è un processo in divenire. Certo, non è stato facile, ricordo dell’enorme astensione al voto per decretare la fusione, poco più del 50% aventi diritto si recò alle urne e qualche mese dopo, per le amministrative, aveva votato il 20% in più dei cittadini.

Qual è la percezione dei cittadini?

Nessuno in tre anni mi ha mai detto che questa fusione ha portato negatività. Questo è un primo dato importante, ho solo ricevuto apprezzamenti per quello che abbiamo e stiamo facendo. Soprattutto gli abitanti della Veddasca ci hanno detto che hanno potuto toccare con mano un servizio migliore, qualcosa che non hanno mai avuto. Poi come non menzionare una minor pressione fiscale o l’IMU per le seconde case al minimo? O anche quando il governo nel 2014 istituì la TASI, noi non l’abbiamo fatta pagare. Stessa cosa per l’addizionale IRPEF azzerata. Anche sull’acquedotto e sulla fognatura, poi, a fronte di un servizio ampliato il costo è migliorato. Abbiamo razionalizzato un sistema, ma non perchè siamo i migliori di tutti. Sono diverse le sfaccettature positive. Qualcuno potrà dirmi che quelli che sono contro di noi non si avvicinano, peggio per loro. Certo fare come l’ultimo giapponese, dopo la fine della seconda guerra mondiale non credo sia la scelta migliore. Chi era contrario spero si sia ravveduto, chi aveva la propria ideologia, invece, non sarà cambiato. La vita nelle frazioni è migliorata, vi è una comunità più unità e composita. L’aspetto più rilevante, però, a mio avviso, è quello di aver mantenuto le feste popolari. Ogni comunità sta insieme e riesce a dare risalto alla propria identità. Se in campagna elettorale questo era visto come un problema, nei fatti è avvenuto l’esatto contrario.

Quali saranno le sfide per il futuro? Quale la situazione della Forcora e della filiera del legno?

Abbiamo gettato le basi per un sistema imprenditoriale, ma si tratta di una sfida complessa perchè non dipende solo da noi ma anche da altri enti. Si tratta di segnali importanti da dare a tutta la popolazione. Ad ottobre vi sarà una nuova gestione dell’impianto della Forcora. Lì ci giocheremo gran parte della nostra credibilità. Investimenti importanti e nuovi sia per noi che per i privati. Dovremo dare l’idea e la prova tangibile che la struttura sia completamente cambiata e rinnovata. Faremo uscire il bando quest’estate, ma abbiamo in mente un progetto che possa offrire numerosi servizi. Inoltre, stiamo lavorando al meglio per altre questioni legate alla montagna, come l’allevamento e l’agricoltura, con un utilizzo dei terreni etico e programmato. Al lago d’Elio stiamo supportando l’attività di un’azienda agricola e nel 2017 credo vedremo i primi frutti. Abbiamo le idee molto chiare sul da farsi, incentivando tutte quelle attività agricole e di allevamento del nostro territorio. Il discorso della filiera del legno arriva subito in coda a questo ragionamento. Non penso, infatti, che basterà questo mandato elettorale. I problemi complessi non hanno sempre risposte semplici, ma la politica deve puntare ad abbattere gli ostacoli e provare a scrivere il futuro.

Quali i tuoi sogni da sindaco?

Sogno che l’amministrazione progredisca sempre più e che la nostra azione politica abbia il giusto riconoscimento tra i cittadini. Un futuro migliore, sia per le persone, che per il territorio. Per arrivare a realizzare i sogni che avevamo tre anni fa penso che abbiamo intrapreso la strada giusta. Ci vorrà del tempo, sarà un processo lungo, ma sarà virtuoso. Vedere in che modo gli altri amministratori della provincia mi guardano, dopo il coraggio che abbiamo avuto, questa pazzia, questa voglia di fare la fusione, è estremamente soddisfacente. Abbiamo gettato il cuore oltre l’ostacolo e, ad oggi, la storia ci sta dando ragione. E lo dico senza trionfalismi.

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