9 Gennaio 2017

Luino: il “nuovo” Palazzo Verbania tra decorazioni floreali e scoperte architettoniche

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Tante novità nei lavori di riqualificazione di Palazzo Verbania a Luino: durante gli interventi, infatti, sono state scoperte numerose decorazioni, scritte interne ed esterne, ed in alcuni casi è stato necessario modificare il progetto per non causare nessun danneggiamento. A raccontarci come stanno andando i lavori è proprio l’assessore del comune di Luino, Alessandra Miglio, ma una cosa è certa: al piano terra non è prioritario il book-shop, lasciando spazio alle esposizioni ed ai convegni che richiedono, senza dubbio, più spazio.

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Luino: il “nuovo” Palazzo Verbania tra decorazioni floreali e scoperte architettoniche. Come abbiamo avuto modo già di raccontare negli scorsi mesi, proseguono i lavori per la riqualificazione di Palazzo Verbania, storico edificio nel cuore di Luino, tra il circolo velico e il nuovo tratto di lungolago, che ha ridato lustro al centro cittadino. Costruito nel 1904 e noto come “Kursaal”, ha prima ospitato concerti, feste, riunioni, conferenze, caffè e ristorante, ed in seguito la biblioteca civica, prima di essere trasferita a Villa Hussy. Piero Chiara ne ha fato il palcoscenico per innumerevoli pagine dedicate alla vita in provincia e divenute parte del patrimonio collettivo letterario italiano. Nel 1971 l’albergo cessò l’attività. Fu l’inizio di una nuova vita. Nel 1975 vi fu allestita una mostra dedicata a Bernardino Luini (1481 ca.-1532): il pittore “leonardesco”, nativo delle valli sopra Luino, così famoso nel XIX sec. che la Regina Vittoria, in vacanza a Baveno nel 1879, avrebbe voluto metter piede a Luino solo per visitare il presunto paese natio di quel maestro del quale non avrebbe disdegnato possedere qualche capolavoro. Da quella mostra, il palazzo assurse al rango di “Civico Centro di “Cultura” (biblioteca, incontri, mostre e museo). Oggi è destinato a raccogliere, di nuovo, l’eredità di tanta storia: nel 2014 la svolta, grazie ad un progetto in sinergia tra comune, Regione Lombardia e Fondazione Cariplo, che ha permesso un restauro rispettoso per accogliere l’archivio letterario di Vittorio Sereni e le carte di Piero Chiara, entrambi, di questo palazzo, a vario titolo, debitori.

L’evoluzione dei lavori. Palazzo Verbania rappresenta un meraviglioso esempio di architettura in stile liberty e numerose sono le scoperte, già a partire da quest’estate, che hanno mostrato, sia a piano terra che al primo piano, decorazioni floreali eterogenee tra foglie, steli, boccioli, fiori e frutti, che erano celate da molti non solo dai controsoffitti, ma anche dai risvolti delle pareti. Oltre a questo, in questi mesi la ditta ha terminato le demolizioni previste e l’impianto di geotermia, è stato ripristinato l’antico ingresso da viale Dante e sono stati ristrutturati sia il tetto che il solaio. Non è stato solo necessario stanziare i fondi per il restauro, ma, a causa delle decorazioni scoperte, è stato modificato anche il percorso degli impianti che li avrebbero altrimenti danneggiati. Questo ha richiesto una revisione del progetto in alcune sue parti. Sono recuperate anche le scritte esterne più recenti, sul lato strada e verso il lago, con la dicitura “Albergo Ristorante Verbania”, particolare la “A” più piccola sopra la terrazza verso il lago, probabilmente l’affrescatore non aveva calcolato con precisione lo spazio. 

L’assessore Alessandra Miglio: “Palazzo Verbania come in un romanzo di Agatha Christie”. “In accordo con la sovrintendenza – spiega l’assessore Alessandra Miglio -, abbiamo deciso di procedere anche alla sostituzione di tutti i serramenti in legno, che così saranno più efficienti nel proteggere dalle avversità climatiche e saranno più duraturi. Il Bookshop al piano terreno non sarà più una priorità, in quanto le esposizioni che verranno programmate sembrano richiedere spazi più ampi, ma le predisposizioni restano per permettere la flessibilità necessaria alla vita dell’edificio che dovrà adattarsi alle diverse esigenze, che potrebbero sopraggiungere nel tempo, tanto che si è deciso di predisporre degli impianti utili all’effettuazione di eventuali catering anche nella sala conferenza vetrata. La variante si è resa necessaria per valorizzare i decori affrescati rinvenuti questa primavera, che sono spettacolari per la loro bellezza e perché permettono di immaginare l’edificio com’era nel 1904, prima dell’ampliamento del 1927, penso ad esempio alla scritta ‘Caffè Ristorante’ che oggi si trova all’interno, mentre nelle foto dell’epoca risulta all’esterno del palazzetto. Con questi decori si recupera un’atmosfera unica e l’edificio sembra uscito da un romanzo di Agatha Christie, potrebbe avervi soggiornato il detective Poirot”.

Poiché Palazzo Verbania sarà lo scrigno degli archivi di Piero Chiara e Vittorio Sereni si sta procedendo al riordino del materiale, che attualmente si trova presso Villa Hussy. Così sono emerse testimonianze straordinarie che, insieme alla necessità di riporre ogni documento in appositi contenitori, secondo tecniche archivistiche consolidate, ha portato a stanziare anche una somma in favore di questo arricchimento. In totale si tratta di una variante di oltre 500mila euro, che include anche la sistemazione delle aree esterne, degli arredi e dei corpi illuminanti, fondi che derivano interamente dai risparmi ottenuti dal ribasso d’asta iniziale, senza perciò costi aggiuntivi per il comune in questa fase. 

“Queste opere fanno slittare la fine dei lavori al mese di maggio del 2017 – conclude Miglio –, ma il valore aggiunto da queste iniziative è tale che vale la pena metterci più tempo. Solo allora saremo così lieti di avere uno spazio museale-espositivo, utile per convegni, che sia punto di ritrovo per le persone, insomma un centro culturale a tutti gli effetti”.

Per approfondire: 

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