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20 Dicembre 2016

Caso chiusura frontiera a Lavena Ponte Tresa: Marsico presenta mozione in consiglio regionale

Tempo medio di lettura: 3 minuti

Arriva tra i banchi del consiglio regionale lombardo il caso della chiusura della frontiera di Lavena Ponte Tresa, avvenuta lo scorso 5 dicembre, quando due delinquenti hanno tentato una rapina alla Raiffeisen di Molinazzo, nel territorio elvetico, fallendo nel loro intento. La polizia cantonale per questioni di sicurezza aveva scelto di chiudere alcuni valichi, creando un vero e proprio caso, con le dirette live su Facebook in loco del sindaco del paese, Massimo Mastromarino, nonchè presidente dell’Associazione Comuni Italiani di Frontiera, che denunciava la situazione con code chilometriche e lavoratori frontalieri fermi in strada per molte ore. A presentare la mozione oggi è stato il consigliere regionale di Forza Italia, Luca Marsico, chiedendo alla Regione “di farsi interprete presso lo Stato Italiano, affinché quest’ultimo, raccolte le istanze degli italiani frontalieri, chieda alla Confederazione Svizzera motivazioni e giustificazioni in merito all’accaduto”.

Il consigliere regionale Luca Marsico

Il consigliere regionale Luca Marsico

Caso chiusura frontiere tra Italia e Svizzera, Marsico presenta mozione in consiglio regionale. “Il 5 dicembre scorso al valico di frontiera di Lavena Ponte Tresa si è verificato ad un increscioso episodio – si legge tra le premesse della mozione presentata oggi in Regione Lombardia dal consigliere Luca Marsico -: è stata chiusa la predetta frontiera, a confine con la Svizzera, in quanto due uomini, non meglio identificati, hanno tentato una rapina alla Banca Raiffeisen di Molinazzo di Monteggio, in Canton Ticino; La tentata rapina è avvenuta verso le ore 16.30, nella sopra indicata località, ad un chilometro e mezzo circa dalla dogana di Cremenaga. La reazione immediata degli impiegati ha fatto desistere i malviventi dall’azione criminosa, obbligandoli alla fuga che avveniva su una Fiat Uno, di colore argento, con targa italiana; Nella nottata, poche ore dopo il tentato crimine, l’autovettura utilizzata per la fuga è stata rinvenuta dalla Polizia di Stato del Commissariato di Luino a Cremenaga, a pochi metri dal valico, anch’esso chiuso la sera assieme a quello di Lavena Ponte Tresa; Il fatto di aver chiuso le frontiere in uscita dalla Svizzera durante l’ora di punta del rientro a casa dei frontalieri, ha creato non pochi inconvenienti ai frontalieri e non. Presso i valichi, infatti, si sono create lunghe code di migliaia di persone che erano impossibilitate a tornare a casa dopo una giornata di lavoro. Ciò si è protratto per circa due ore e quindi ha ritardato il ritorno a casa di migliaia di lavoratori transfrontalieri che cercavano informazioni su quanto stesse avvenendo tramite smartphone e social network”.

Le considerazioni di Marsico. “La reazione da parte della Svizzera ha creato notevoli disagi non solo ai lavoratori frontalieri ma anche a tutti coloro di passaggio al confine – continua Marsico -; La Svizzera, assieme ad altri stati europei fa parte dello spazio Schengen, in virtù del quale i paesi che ne fanno parte non effettuano più controlli sistematici alle loro frontiere interne (cioè alle frontiere tra due Stati Schengen); L’adesione di questo Stato all’UE ha tuttavia dei vincoli, motivo per il quale alle predette frontiere permangono controlli doganali preceduti o accompagnati da una verifica dell’identità (controllo dei documenti o ricerca nel sistema d’informazione) per motivi di sicurezza interna o per fondati sospetti in base a informazioni da questa detenute e riguardanti eventuali minacce alla pubblica sicurezza o presunti casi di criminalità transfrontaliera; Si sarebbe potuto effettuare anche un controllo capillare senza, tuttavia, inibire totalmente il passaggio di persone che dovevano necessariamente tornare a casa dopo la propria prestazione lavorativa; Il fatto di cui in narrativa non è sicuramente da annoverare tra gli episodi criminosi più gravi accaduti negli ultimi periodi, tale da giustificare una chiusura unilaterale delle frontiere senza, per giunta, avvisare le autorità italiane presenti sullo stesso valico”.

Le richieste del consigliere regionale. “Invito la Giunta Regionale e l’assessore competente a farsi interprete presso lo Stato Italiano, affinché quest’ultimo, raccolte le istanze degli italiani frontalieri in merito all’accaduto, chieda alla Confederazione Svizzera motivazioni e giustificazioni di un atto di così rilevante impatto sociale ed affinché episodi similari possano trovare una disciplina condivisa e, quindi, regolamentata”.

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