Militari del Nucleo Speciale Anticorruzione della Guardia di Finanza, dalle prime ore della mattinata odierna, stanno eseguendo dieci ordinanze di custodia cautelare, perquisizioni e sequestri per oltre un milione di euro, tra beni immobili e disponibilità finanziarie, nell’ambito di un’indagine che vede indagate più di trenta persone, tra imprenditori e pubblici funzionari di Roma Capitale, gravemente indiziati dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di corruzione, abuso d’ufficio, truffa ai danni dello Stato, peculato, falso ideologico e materiale e frode fiscale, nell’ambito dell’operazione denominata “Sistema”.
Le ordinanze di custodia cautelare, nei confronti dei legali rappresentanti delle società e di sequestro, nei confronti degli amministratori di fatto e di dirigenti pubblici, sono state emesse dal GIP del Tribunale di Roma, nell’ambito di un’articolata indagine coordinata dalla Procura della Repubblica capitolina. L’attività del Nucleo Speciale Anticorruzione trae origine dagli accertamenti volti a far luce su illeciti commessi nell’ambito di una procedura d’appalto per l’esecuzione di lavori per la manutenzione straordinaria di quattro edifici scolastici: in tale contesto, è stata acclarata l’esistenza di un accordo tra dirigenti pubblici ed imprenditori, teso alla spartizione delle risorse pubbliche destinate a tali lavori, circa 400mila euro.
Ulteriori anomalie sono emerse nell’esecuzione dei lavori di riqualificazione della centralissima Via del Melone, nelle vicinanze di Piazza Navona: i lavori sono stati eseguiti con il contributo di 60 mila euro offerto da una società privata che gestisce un hotel sito in Via del Melone, a cui il Comune avrebbe dovuto aggiungere ulteriori 100 mila euro. Le indagini hanno portato alla luce che l’importo dei lavori eseguiti è risultato essere di gran lunga inferiore al solo contributo del privato. Sulla base di questa ed altre evidenze è stato possibile ricostruire l’operatività di una ramificata struttura imprenditoriale illecita che, negli anni, ha movimentato decine di milioni di euro. Il gruppo imprenditoriale fa capo a due imprenditori di Artena, particolarmente attivi nell’ambito degli appalti pubblici del settore edile e della manutenzione stradale della Capitale.
Nei confronti degli indagati, organici al sodalizio criminale, sono ancora in corso le perquisizioni finalizzate all’acquisizione di ulteriori elementi utili al prosieguo delle indagini.
Nel frattempo Colomban dice no alla Raggi: “Onorato ma non posso fare il vicesindaco”. “Sono onorato di questo pensiero da parte della sindaca e di tutto il movimento, ma non posso accettare la carica di vicesindaco”. E’ quanto afferma l’assessore capitolino alle Partecipate Massimo Colomban il cui nome sembrava in pole position per assumere l’incarico di numero due in Campidoglio al posto di Daniele Frongia. Colomban si dice indisponibile per “motivi di impegno” per il ruolo che già ricopre.
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