18 Dicembre 2016

La recensione del libro “La proprietà transitiva”, al centro il tema della transessualità

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(Recensione di Luca Maciacchini per lucamaciacchini.com) – “Una spirale da cui non si esce”. E’ questo il giudizio sintetico e freddo che ci sentiamo di dare, atrofizzati e sconvolti dalla lettura di un romanzo crudo e insieme composito come “La proprietà transitiva” di Martinico e Ligotti.

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La casa editrice Spartaco si dimostra ancora una volta coraggiosa, innovativa e ardita nella scelta evidente, perlomeno nella sua collana “Dissensi”, di promuovere opere complesse, di autori talentuosi e le cui trame, nella loro fittezza, sciorinano argomentazioni non scontate e intricatissime, ai limiti dell’universalità che come nell’”Aleph” di Borges viene ricercata, si direbbe, per spiegare la realtà nella sua totalità da qualunque punto la si prenda. Per una specie di paradosso, a volte gli argomenti che in altri tempi sarebbero potuti suonare come scomodi o scandalosi, in molti dei testi di tale collana appaiono più che altro delle “sfide”, quasi delle barriere di fatto già superate o che si stanno per superare ma di cui resta ancora la parte più delicata da sviscerare e da elaborare con la complicità o forse la competizione col lettore che indirettamente è invitato a essere parte di tale arduo compito.

Ebbene: nel testo in oggetto il tema scottante della transessualità è in certo senso estremizzato perché letteralmente portato “al potere”. In un’immaginaria (ma forse non troppo) Italia futura dell’anno 2040 assistiamo alla scalata alla presidenza del consiglio dei ministri di Alessandro Giacobbe, transessuale abbandonato dal padre in giovane età e rimasto altrettanto presto orfano di madre. La “matassa” che si dipana lungo le oltre 200 pagine è sostanzialmente la storia in retrospettiva e in prospettiva della sua vita dall’infanzia atroce alla scalata al potere che può veramente dirsi , come suggerito dal dorso di copertina, una rivoluzione utopica. L’ambientazione tra la Sicilia tipica della mafia spietata e dominante e Roma non solo capitale d’Italia ma anche “centro” di manipolazione del potere, è emblematica e “racchiude” in senso quasi costrittivo e depressurizzante i personaggi che paiono rincorrersi in una gara spietata al dominio e anche alla sopravvivenza. Le trame che… (per continuare a leggere la recensione cliccare qui —> “lucamaciacchini.com“).

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