15 Dicembre 2016

Primo vertice europeo per Gentiloni. Ancora al centro il regolamento di Dublino

Tempo medio di lettura: 3 minuti

Primo vertice europeo per il premier Paolo Gentiloni oggi a Bruxelles. Il presidente del Consiglio che ieri ha incassato la fiducia del Senato, ha partecipato a una riunione dei leader socialisti europei. Tra le tante, la principale questione sarà quella dell’immigrazione: ancora non si è soddisfatti della discussione riguardante il regolamento di Dublino.

Primo vertice europeo per Gentiloni. Ancora al centro il regolamento di Dublino.

(Foto © ANSA)

Primo vertice europeo per Paolo Gentiloni oggi a Bruxelles. Centrale la questione immigrazione. Primo vertice europeo per il premier Paolo Gentiloni che solo ieri ha incassato la fiducia del Senato. Tra le tante ed importanti tematiche che il presidente del Consiglio si troverà ad affrontare, quella riguardante il trattato di Dublino figura come prioritaria. “Oggi – ha detto dopo aver lasciato la riunione prima del vertice europeo – la questione principale, tra le tante, sarà la questione dell’immigrazione. E da questo punto di vista l’Italia è molto esigente perché non siamo ancora soddisfatti della discussione sul regolamento di Dublino che fissa le regole sull’accoglienza dei rifugiati.” Ieri il presidente Jean-Claude Juncker ha ribadito l’importanza di restare al fianco di Roma sul fronte migranti e di escludere “i fondi che l’Italia mette a disposizione dal patto di stabilità”. Parole che danno anche la cifra della disponibilità verso Paolo Gentiloni, oggi al debutto al tavolo dei leader dell’Unione. “Abbiamo lanciato un programma – ha detto ancora il premier – per fronteggiare i fenomeni migratori dall’Africa. Lo abbiamo lanciato a gennaio. Ci aspettiamo risultati concreti”. “Oggi – ha proseguito – sarà fatto un passo avanti che ritengo importante perché insieme a Francia e Germania firmeremo un primo accordo con il Niger che vale un centinaio di milioni”. L’accordo, spiega Gentiloni, “cerca di mettere più forza nella gestione dei flussi migratori dal Niger verso la Libia. Consideriamo che il Niger è l’anticamera dei flussi migratori verso la Libia. Quindi, nel contesto di una politica che deve fare molti passi avanti, adesso insieme a Francois Hollande e Angela Merkel e con il presidente nigerino Issoufou ne facciamo uno piccolo ma significativo”.

Primo vertice europeo per Gentiloni, già stimato a Bruxelles per il ruolo ricoperto come ministro degli Esteri. Ai piani alti dei palazzi di Bruxelles è stata apprezzata la rapidità con cui l’Italia ha risolto la crisi di governo, e Gentiloni, conosciuto e stimato nel suo ruolo di ministro degli Esteri, viene considerata persona a cui dare fiducia. Oltre al dibattito sui dossier in agenda, che si apre con lo spinoso capitolo sulla migrazione, importanti saranno i contatti che il nuovo premier avrà con i vertici delle istituzioni (è prevista la presenza di Mario Draghi ad una parte dei lavori), anche per discutere della complicata situazione delle banche. Mentre resta la riserva italiana sulla revisione del bilancio Ue. E ai margini sarà piuttosto inevitabile parlare dell’elezione del nuovo presidente del Parlamento europeo, un derby tra Gianni Pittella (S&D) e Antonio Tajani (Ppe).

Ad essere nuovamente sotto i riflettori sarà però il dossier migranti. I leader ribadiranno l’intenzione di salvaguardare l’accordo Ue-Turchia, lasciando uno spiraglio aperto sulla liberalizzazione dei visti, che al momento resta comunque remota. Il dibattito sulla Turchia, la questione aperta con l’Olanda per l’accordo di associazione con l’Ucraina e la revisione del regolamento di Dublino sono i “campi minati” del vertice, spiegano fonti Ue. Intanto se l’Italia ha scongiurato il pericolo della ‘solidarietà flessibile’, respingendo la carica della presidenza slovacca sulla riforma del sistema Dublino, Gentiloni ribadirà ai colleghi che il meccanismo di ‘relocation’ dovrà essere al centro della revisione, e su base obbligatoria. Su posizioni opposte restano i quattro Paesi Visegrad, con Polonia e Ungheria i due più rigidi. Il premier magiaro Viktor Orban potrebbe però portare all’attenzione dei colleghi la proposta di realizzare strutture (tipo hotspot) per accogliere i migranti, fuori dall’Ue, in Paesi come Tunisia o Egitto. Anche l’Austria sembra essere sulla stessa linea. “Ma è molto difficile da realizzare” spiegano fonti diplomatiche. (ANSA)

© Riproduzione riservata

Vuoi lasciare un commento? | 0

I commenti sono chiusi.

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127