6 Dicembre 2016

Frontalieri e mobilità: raccolta firme per attivare un servizio navetta Laveno-Luino-Bellinzona

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(Diego Intraina) Non è né la nascita di un Comitato e nemmeno di una Associazione, ma è una semplice iniziativa autogestita dagli utenti per rispondere ad una temporanea difficoltà oggettiva (6 mesi dichiarati). Difficoltà che subentrerà con il cambiamento d’esercizio provocato da alcuni lavori di potenziamento e messa in sicurezza della rete: lavori su cui non si vuole dare nessun giudizio. Si, stiamo parlando del servizio pubblico ferroviario e per essere più precisi della linea Luino-Bellinzona-Locarno.

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Frontalieri e mobilità: raccolta firme per attivare un servizio navetta dall’Alto Verbano verso il Ticino. Come è ormai a conoscenza di tutti, da giugno a dicembre 2017, inizieranno i lavori sulla linea Cadenazzo-Luino-Laveno, lavori che provocheranno evidenti disagi per i pendolari visto la totale sostituzione dei treni con un servizio bus. La sostituzione, purtroppo, comporterà notevoli ritardi sia per i viaggiatori che si dirigono verso Locarno, sia per quelli che devono raggiungere Bellinzona.

I problemi alla partenza e al rientro. I ritardi sono evidentemente dovuti alla ritardata partenza da Luino del bus sostitutivo, spostato alle ore 7.28 per evidenti tempi d’esercizio. Il disagio però non comporterà solo un ritardato arrivo sul posto di lavoro alla mattina (Locarno ore 8.57-Bellinzona ore 8.29), ma condizionerà anche il rientro a casa visto che la partenza dalla stazione di Cadenazzo viene anticipata alle ore 17.25 invece delle 18.08, oppure ritardata alle ore 19.25. Spostamenti che obbligheranno ad uscire dal lavoro in orari improponibili, prima delle 17, oppure raggiungere le proprie case non prima delle 20.30.

Le misure proposte per evitare i disagi: un servizio navetta. Proprio per evitare questi disagi si sta verificando la possibilità di organizzare un servizio navetta alternativo che potrebbe partire da (Laveno) Luino in un orario utile, orario che dovrebbe garantire il raggiungimento di Cadenazzo prima delle 7.40, in modo da permettere d’intercettare le due coincidenze e arrivare a Locarno alle ore 7.57 e a Bellinzona alle 7.59. Invece, per quanto riguarda la sera, fare partire la navetta da Cadenazzo alle ore 18.15, permettendo così di prendere il treno che parte da Locarno alle ore 17.48 e da Bellinzona alle ore 18.

La possibilità di autogestirsi da parte dei frontalieri “Orecchie da mercanti delle amministrazioni comunali”. Questa iniziativa è la soluzione che gli attuali pendolari della tratta italiana – spalmati sul territorio Ticinese e purtroppo per il momento difficilmente associabili alle sagge strategie aziendali di mobility dello Stato del Cantone Ticino – stanno verificando la possibilità di autogestirsi dopo aver più volte sollecitato le amministrazioni comunali direttamente o indirettamente sui mezzi d’informazione locali. Sollecitazioni da cui, sino ad oggi, non è mai scaturita nessuna risposta se non dichiarazioni di difficoltà. Lo sconforto, dell’innaturale silenzio politico, però non è riuscito a vincere sull’ottimismo e la speranza dei pendolari che, in attesa di risposte proveniente dai Palazzi, hanno deciso di reagire proponendo una soluzione facilmente realizzabile: strutturare un servizio navetta.

Tale comportamento legato alla ricerca delle possibilità dovrebbe insegnare, alla politica istituzionale, l’importanza che svolge la volontà di concentrarsi sull’efficiente applicazione del metodo delle relazioni, comportamento virtuoso che potrebbe, se percorso maggiormente, servire ad evitare di lasciare abbandonati, per molti mesi, i propri cittadini in balia di un imbarazzante silenzio. Condizione sempre negativa che, in questo caso, potrebbe significare maggiori automobili in strada, oppure stress per coloro che non possono accedere a tale (in)opportunità.

Sembra strano doverlo dire e ancor più strano pensare che i politici non lo capiscano che: non tutti i cittadini hanno a disposizione un automobile. Siamo consapevoli che questa soluzione è parziale e temporanea, sicuramente non risolvibile dei molteplici problemi dei pendolari e degli utenti dei mezzi pubblici, ma per la “definitiva risoluzione” confidiamo nella convocazione, speriamo al più presto, del tavolo tecnico mobilità proposto dal sindaco di Luino e deliberato solo qualche giorno fa dalla sua Giunta.

È evidente che la fattibilità del servizio dipenderà dal numero di adesioni e dalla garanzia di continuità d’uso che gli utenti riusciranno a mantenere. Condizione sicuramente importante, visto che è un dato che permetterà alla possibile società di trasporto di decidere sulla propria disponibilità e sul costo effettivo del servizio, dunque sull’abbonamento mensile.

La comunicazione che si sta facendo, oltre al valore in sé che ha la comunicazione, vuole per l’appunto sensibilizzare e verificare se ci sono gli estremi per un possibile aumento dell’utenza all’uso del mezzo pubblico, considerando l’opportunità della navetta che va di fatto ad ottimizzare gli orari e migliorare i tempi d’arrivo sul luogo di lavoro.

Si allega parte del documento d’indagine distribuito in treno per un eventuale segnalazione d’interesse. Per scaricalo cliccare qui.

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